Avellino – Puntuale come un orologio svizzero la terna arbitrale alle 18.15 ha alzato la palla alta. La prima partita della stagione non regala un sorriso ad Avellino che è spazzata via da Capo d’Orlando più di quanto dica il punteggio finale 72-83. Una partita difficile sotto tanti punti di vista. Non si è assistito ad un grande spettacolo, ma l’intensità è stata elevatissima. È vero ci sono tante attenuanti che possono giustificare il tonfo della squadra di Boniciolli, ma davanti non si aveva una squadra irresistibile. In settimana si è tanto parlato degli infortunati in casa biancoverde, ma alla fine Capel e Jamison hanno giocato dimostrando le loro qualità. Il primo è stato super il secondo ha lottato sbagliando qualche tiro libero di troppo (2/8) Gli uomini della panchina non sono riusciti ad esprimersi al meglio. Zanelli, solido come pochi in precampionato, in difesa non è riuscito a frenare gli spauracchi Freeman e Young. Darby è stato troppo frenetico nelle sue scelte ed ha giocato veramente male. Pecile non è stato decisivo come nelle aspettative di coach Boniciolli e dei tifosi a causa dell’influenza. Strong bene il primo tempo e male nella ripresa In casa Orlandina sabato si è appresa la volontà di Esposito di farsi da parte Il cestista casertano ha rescisso consensualmente il contratto a causa di problemi familiari ed è ritornato in USA dove vivono moglie e figli. Questo è quanto dice il comunicato, altri parlano di problemi con lo staff tecnico. Ma questo episodio non ha influenzato assolutamente la squadra di Perdichizzi. La differenza l’hanno fatto i tiri da tre 60% per gli ospiti ed il 27% per i padroni di casa e la difesa. Insomma cambiano gli interpreti ma i fantasmi non spariscono. I problemi sono sempre gli stessi.
LA CRONACA: Boniciolli parte con Darby, Strong, Pecile, Jamison, Bryan, preservando Capel. Perdichizzi va con Mokongo, Young, Freeman, Wells, Rush. L’avvio è funambolico con Young e Freeman da una parte e Strong e Pecile dall’altra che bruciano la retina. L’americano della Scandone parte bene con 3 triple nel primo tempo. Ma ciò non basta. La Scandone soffre l’atletismo degli esterni biancoazzurri. Esce Darby e entra Zanelli, ma neanche l’ex reatino riesce ad opporsi alla furia agonistica dell’ex Reggio Emilia Young. Primo quarto 17-25 con Jamison che fa 1/6 dalla lunetta. Per l’Upea entra in campo l’ex Toure che si batte alla grande. Per lui 5 e 10 di valutazione. La Scandone comincia a perdere colpi. Lo svantaggio raggiunge la doppia cifra. Non si affonda solo grazie ad uno strepitoso Capel. Fine primo tempo 36-53. Nel secondo tempo i ragazzi biancoverdi entrano forte in campo e con un parziale di 7-0 vanno a meno 10 ma è un fuoco di paglia. I siciliani passano a zona e Darby, subentrato a Pecile, non riesce a far girare la squadra. Ci si mette poi anche Young a respingere l’assalto di Strong e compagni segnando canestri da distanza siderale. Il terzo quarto termina col punteggio di 50-72. Massimo vantaggio Upea. Nel quarto i biancoverdi cercano di recuperare con Capel e Curry. Una bomba di Zanelli a 2’dal termine porta Avellino a meno 10. Ma ormai è tardi la frittata è fatta. I tiri liberi di Freeman nel finale di gara suggellano un successo meritato per i i siciliani.(di Giovanni La Rosa)
Air Avellino: Darby6, Capel22, Jamison8, Curry11, Strong9, Paolisso, Zanelli3, Pecile9, Rossetti, Maioli, Bryan4, Frascolla P.
All. Matteo Boniciolli
Upea Capo d’Orlando: Sindoni, Freeman11, Toure5, Wells12, Mokongo9, Francis2, Fevola, Pomenti, Fabi, Young25, Rabaglietti5, Rush14
All. Giovanni Perdichizzi
Arbitri: Sabetta, Corrias, Ursi
Note:Usciti per falli Zanelli e Capel (Air)
Quintetto ideale: Pecile, Young, Freeman, Capel Jamison
