Aggredì e minacciò un amico con un coltello: assolto giovane avellinese

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MONTORO- Accusato di aver aggredito un amico e averlo minacciato con un coltello, assolto dal Tribunale per i Minorenni di Napoli un giovane avellinese, difeso dall’avvocato Massimiliano Russo.

I fatti erano avvenuti a Montoro nel 2020. Il giovane, all’epoca minorenne, era stato rinviato a giudizio dal Gup del Tribunale per i Minorenni di Napoli davanti al Collegio per lesioni e possesso di coltello.

L’imputato avrebbe cagionato lesioni giudicate guaribili in sette giorni ad un suo amico, colpendolo più volte al volto e al torace con pugni e per la detenzione di un coltello. Nel processo davanti al Tribunale Collegiale la stessa vittima delle lesioni decide di ritirare la querela nei confronti dell’imputato, per cui il reato contestogli al capo A e’ estinto per la remissione della querela. Dopo l’escussione della vittima il pm aveva deciso di aggiungere alla originaria contestazione della detenzione del coltello anche quella di minaccia con un’arma, che avrebbe determinato una condanna più alta.

Una modifica del capo di imputazione che era stata eccepita dall’avvocato Massimiliano Russo già nella successiva udienza davanti al Tribunale Collegiale. Ovvero quella per cui ai sensi dell’articolo 517 del codice di procedura penale, per cui nel caso di modifica del capo di imputazione che comportasse un aggravamento a causa della contestazione di un reato connesso che non era stato riportato nel decreto che disponeva il giudizio , era possibile rimettere in termini la vicenda processuale. In buona sostanza quella di poter chiedere un rito alternativo, per i minorenni quello del giudizio abbreviato.

Una richiesta accordata dal Tribunale. Per cui la difesa aveva sostenuto che per la minaccia aggravata, non era stato usato il coltello per compiere l’azione criminosa, dal momento che, come raccontato dalla stessa vittima sarebbe stato mostrato dell’imputato solo al termine dell’aggressione. Lo avrebbe dunque riposto senza usarlo.

E la stessa detenzione senza giustificato motivo dell’arma non era provata, se non dal racconto della vittima, perché il coltello non era stato sottoposto a sequestro dai militari dell’Arma intervenuti successivamente. Tesi che è stata accolta dai giudici del Tribunale per i Minorenni, considerato che per l’imputato e’ stata decisa l’assoluzione “perché il fatto non sussiste” dalle contestazioni di minaccia aggravata e detenzione del coltello e “per intervenuta remissione della querela” da quella contestata per le lesioni.