IN AGGIORNAMENTO / Carcere di Avellino, 50 detenuti in rivolta

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Una rivolta di circa 50 detenuti nel carcere di Avellino. Lo riferisce Orlando Scocca, FP CGIL Campania per la Polizia Penitenziaria. I detenuti avrebbero preso “il controllo di tutto il reparto situato al primo piano lato destro. Due Agenti della Polizia Penitenziaria sono rimasti feriti ed accompagnati in ospedale. Sul posto stanno intervenendo Carabinieri e Polizia di Stato in tenuta antisommossa provenienti da Napoli. Gli eventi sono ancora in corso”.

Come conferma la Questura, è stato “applicato immediatamente il protocollo operativo, sotto il coordinamento del Prefetto e del Questore di Avellino, con cinturazione dell’area esterna del carcere ad opera di pattuglie in servizio di controllo del territorio di Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza per la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, e il concorso della Polizia Municipale di Avellino per l’interdizione della circolazione stradale per la salvaguardia dell’incolumità pubblica. Protesta rientrata alle ore 15,45 circa”.

A confermarlo è stata la stessa direttrice del carcere.

“Sembra che la scintilla che abbia scatenato i detenuti sia la contestazione da parte degli Agenti di Polizia Penitenziaria di alcuni provvedimenti disciplinari nei confronti dei detenuti che nei giorni scorsi hanno aggredito il personale penitenziario e danneggiato alcune celle e l’infermeria. L’ultimo evento proprio ieri quando un detenuto ha tenuto in ostaggio il dirigente medico in servizio nel penitenziario mentre un altro feriva due Poliziotti in un’altra ala del carcere”.

Mirko Manna, Nazionale FP CGIL Polizia Penitenziaria: “Denunciamo l’inerzia del Ministro e del Capo DAP dei quali, per altro non abbiamo notizia delle loro iniziative praticamente da quando si sono insediati se non un discorso di Giovanni Russo sui propositi che intendeva realizzare. Ci auguriamo che la rivolta rientri al più presto senza alcun altro ferito”.

Un intero Reparto detentivo, quello dei “comuni” – ala A e B -, sotto il pieno controllo dei detenuti, che si stanno organizzando con olio bollente ed altro materiale atto ad offendere e pronto ad essere usato contro il personale di Polizia Penitenziaria. E’, in tempo reale, quanto sta avvenendo nel carcere di Avellino.

Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, denuncia che “da mesi, settimane, giorni denunciamo che il carcere è da tempo fuori controllo, e il SAPPE proprio ieri era tornato a chiedere ai vertici dell’Amministrazione penitenziaria l’assegnazione urgente e straordinaria di un contingente del Gruppo Operativo Mobile (GOM) della Polizia Penitenziaria per fronteggiare le criticità operative del Reparto irpino, denunciate dal Sindacato in più occasioni e testimoniate anche dalla crescita esponenziale degli eventi critici tra le sbarre”.

“Il tempo delle chiacchiere è finito e questa è la pericolosissima situazione che stanno vivendo i colleghi nel carcere di Avellino”, aggiunge. L’appello del SAPPE al Ministro della Giustizia Nordio ed al Capo del DAP Russo è “assumere con urgenza provvedimenti straordinari per fronteggiare la situazione in atto e dare concreto supporto del personale della Casa circondariale. Ministero della Giustizia e DAP raccolgano i reiterati appelli del SAPPE ad incrementare l’organico del carcere per meglio organizzare l’operatività del personale. Si dia concretamente da fare per predisporre ogni utile intervento a tutela dei poliziotti e degli altri operatori penitenziari. La richiesta di inviare a Avellino personale del GOM va in questa direzione”.

“Come sindacato – dichiara Maurizio De Fazio, consigliere nazionale Uspp – dobbiamo sottolineare lo stato di abbandono dei poliziotti penitenziari della Campania ed un inaccettabile inerzia dei vertici dell’amministrazione rispetto alle nefaste condizioni lavorative del personale di polizia penitenziaria troppi infatti sono gli eventi critici verificatesi negli istituti di pena più volte abbiamo denunciato l’emergenza ed il silenzio assordante di cui spesso vengono lasciati gli agenti i quali restano gli unici a pagare lo stato di abbandono delle carceri il sindacato chiede un protocollo operativo di intervento al personale di polizia penitenziaria chiamato a fronteggiare quotidianamente la situazione di emergenza con poche unità, mezzi e modalità di intervento più volte abbiamo denunciato la situazione del carcere di Avellino dove oltre al sovraffollamento mancano 60 agenti dalla pianta organica”.