Agenzia Entrate:”Irpinia a pericolosità fiscale ma bassa ricchezza”

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L’Agenzia delle Entrate ha stilato la mappa del cosiddetto «tax gap», locuzione anglofona che si può tradurre con ragionevole approssimazione in «divario della tassazione». Si tratta in altre parole della distanza che passa tra la mole di tributi effettivamente pagati dai contribuenti di un dato territorio e la stima presunta degli introiti che dovrebbero essere incamerati dal Fisco in relazione al complesso delle attività fonte di reddito. Una proiezione che chiaramente non fotografa al centesimo la differenza ma va vicina all’obiettivo.

L’Irpinia, duole ammetterlo, non fa una splendida figura. In linea con il resto della Campania, la nostra provincia presenta un «tax gap» tra i più elevati d’Italia. Ovvero, una consistente parte della ricchezza prodotta dal territorio non si traduce poi in dichiarazione dei redditi. Il sospetto che vi sia un elevato tasso di evasione è dunque forte, e l’Agenzia diretta da Befera colloca Avellino tra le 28 province italiane più «pericolose».

Lo studio presentato due giorni fa in audizione alla Camera dallo stesso direttore dell’Agenzia inserisce infatti Avellino tra le province in fascia 4, ovvero quelle con il secondo maggiore tasso di rischio evasione fiscale. Il dato colpisce perchè si tratta di una provincia con basso indice di ricchezza. Lo attesta la stessa statistica del Fisco che ha assegnato il grado 1, il più basso, per quanto riguarda il «Tenore di vita». Molto contenuta (1/5) anche la «Maturità della struttura produttiva».
Ciò però non pregiudica, stando a quanto afferma l’Agenzia delle entrate, la capacità dei contribuenti di trovare escamotage per aggirare la tassazione. Quella erariale, va chiarito, non quella locale che l’Agenzia non ha preso in considerazione per la elaborazione dello studio. Parametro medio – basso per (2/5) per quanto attiene la «pericolosità sociale». Bassissimo (1/5) quello relativo alla «Numerosità del bacino», così come è al livello minimo l’indicatore inerente il «Livello di tecnologia e servizi» (1/5). Stupisce infine il valore massimo (5/5) assegnato al parametro «Disponibilità e fruibilità delle infrastrutture di trasporto».

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