Adozioni internazionali, al Carcere Borbonico il dibattito promosso da La Maloca La Casa sulla Roccia

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Le trasformazioni dell’adozione internazionale, il nuovo profilo dei minori adottabili, le difficoltà delle famiglie e le prospettive aperte anche alle persone single sono stati al centro dell’incontro “Adozioni internazionali: attualità e prospettive”, promosso da La Maloca La Casa sulla Roccia e ospitato oggi al Carcere Borbonico di Avellino.

Un momento di confronto che ha valorizzato l’esperienza di chi opera quotidianamente accanto alle famiglie.
Moderatrice Maria Calabrese, psicologa e psicoterapeuta dell’Ufficio Adozioni Internazionali della Casa sulla Roccia, ente autorizzato La Maloca, e Camilla Melegari, presidente del Centro Adozioni La Maloca.

È emersa la complessità del percorso adottivo internazionale, che non si esaurisce negli aspetti giuridici e procedurali, ma richiede informazione, formazione, preparazione della coppia, sostegno psicologico e accompagnamento prima, durante e dopo l’adozione.

Negli ultimi anni è cambiato anche il profilo dei minori adottabili: è aumentata l’età dei bambini e sono più frequenti situazioni di fragilità o problematiche di salute. Parallelamente, in diversi Paesi sono diminuite le possibilità di adozione internazionale per ragioni geopolitiche, conflitti e cambiamenti normativi, ma anche per il miglioramento delle condizioni sociali ed economiche che ha favorito, in alcune realtà, le adozioni nazionali.

Un quadro che richiede alle famiglie motivazione e consapevolezza e, allo stesso tempo, reti professionali e sociali capaci di accompagnarle. Particolare attenzione è stata dedicata anche alle nuove possibilità per le persone single, alla luce dei recenti sviluppi della giurisprudenza.

Una rete che nasce dall’esperienza

Durante l’incontro è stata sottolineata la collaborazione consolidata tra La Maloca e La Casa sulla Roccia, fondata sulla condivisione di competenze, formazione e modalità operative. Una rete professionale che consente di accompagnare le famiglie con continuità e di mettere in comune esperienze e informazioni.

All’iniziativa ha partecipato, su invito de La Maloca, anche Maria Cristina Aceto, direttrice del CSV Irpinia Sannio ETS, coinvolta in un ruolo tecnico e soprattutto di ascolto. «Il nostro ruolo è essere al servizio del volontariato e delle organizzazioni del Terzo settore – sottolinea Aceto –. Per questo confrontarci con chi vive quotidianamente situazioni complesse è un’importante occasione di apprendimento. Ascoltare le esperienze maturate sul campo ci permette di comprendere meglio i bisogni del territorio e di svolgere con maggiore consapevolezza la nostra funzione».

La partecipazione del CSV si inserisce quindi in una prospettiva di ascolto e apprendimento dal volontariato, nella consapevolezza che il suo compito non è sostituirsi alle organizzazioni che operano nei diversi ambiti, ma conoscerne esperienze e bisogni per poter offrire un supporto sempre più adeguato.

L’incontro promosso da La Maloca La Casa sulla Roccia ha rappresentato così un’occasione per conoscere più da vicino un mondo in trasformazione e ribadire il valore delle reti: perché l’adozione non si conclude con l’ingresso di un bambino in una nuova famiglia, ma continua nella comunità e richiede nel tempo attenzione, competenze, ascolto e capacità di accoglienza.

Questa versione è più breve, ma conserva i tre assi fondamentali: il ruolo degli organizzatori, i cambiamenti dell’adozione internazionale e il CSV come soggetto che ascolta e apprende dal volontariato.