“Addio 2015, non ci mancherai”. Gli avellinesi si scatenano su facebook

“Addio 2015, non ci mancherai”. Gli avellinesi si scatenano su facebook

31 Dicembre 2015

Non lasciare la tua bacheca facebook senza un messaggio di auguri di buon anno a tutte le tue… mila amicizie. E’ un mantra che anche quest’anno ha conservato la sua routine sulla home del social network più diffuso nel pianeta, tra sconforto, disagio, ottimismo, grandi speranze e veli di malinconia.

Anche gli utenti avellinesi non si sono risparmiati, sviscerando un piuttosto florido citazionismo ed elargendo pensieri in libertà su quello che è stato l’anno che tra poco andrà a farsi benedire.

Un ragionamento attento avallerebbe la decisione di non emettere giudizi su quelli che sono stati gli ultimi 365 giorni proprio per il fatto che “ormai sono stati” e quindi amen. Il 2015 ce lo lasciamo alle spalle ed è solo un passo in avanti nell’orizzonte temporale che, in anni duri come questi, scandisce gli stessi ritmi e le stesse poco indulgenti recriminazioni. Non c’è che da lasciare le porte aperte alla speranza perchè quelle, in fondo, non te le può chiudere nessuno.

Ecco alcuni dei post più rappresentativi apparsi sui profili facebook irpini.

C’è chi si è buttato sul classico:

“Capodanno è il momento in cui si guarda verso nuovi orizzonti, si pensa ai nuovi sogni da realizzare, a riscoprire la forza e la fede, a gioire dei piaceri semplici e attrezzarsi per tutte le nuove sfide. Vi auguro un 2016 con tante soddisfazioni. Buon Anno”.

C’è chi, sarcasticamente, chiama a raccolta l’esercito di laureandi:

“In Italia c’è così tanta disoccupazione che il 40% dei giovani non capisce le battute sul lunedì. Buon anno a tutti i miei colleghi disoccupati e a tutti quelli che a breve si laureeranno: vi stiamo aspettando.”

C’è chi, per forza di cose, sa che il prossimo anno sarà completamente diverso:

“Mio padre mi ha insegnato tutto ma non come vivere senza di lui. Se un giorno del calendario è scritto per essere ‘obbligatoriamente felici’, io mi sentirò come mi sentirò. Il mio albero ha le luci spente. Ci sono amori (…e quindi dolori) che non tutti conosceranno mai, nè tantomeno capiranno mai. Questi amori sono per pochi. Il 2016 sarà un anno diverso da tutti gli altri.”

C’è chi il 2015 non è riuscito proprio a digerirlo:

“E’ finito l’anno ed io mi ero appena ambientato.”

“Il 2015 mi ha annoiato come doveva annoiarsi Dio quando ha deciso di mettere i peli intorno ai kiwi.”

“Oggi non è un giorno di bilanci, è un giorno di bilancia. Tanti auguri ai miei sei chili presi in pochi giorni. Il 2016 sarà, ancora una volta, un anno di buoni propositi”.

C’è chi la butta sulla moda:

“Sogno un 2016 senza risvoltini”

C’è chi vuole togliersi qualche sassolino dalla scarpa:

“Auguro un magnifico anno alle persone semplici, umili, gaie, sorridenti, forti, belle, profonde, generose, sincere. A quelle presuntuose, brutte, invidiose, bugiarde, arroganti, infelici, posso solo augurare di non continuare ad inciampare nelle macerie della loro malignità perché rischiano di farsi più male dell’anno precedente!”

C’è la pacifista:

“Nel 2016 diamo una possibilità alla pace”.

C’è il catastrofico:

“Auguri a tutti di buona fine”.

C’è chi si augura che il 2016 distrugga mezzo web:

“Nel nuovo anno devono scomparire tutti i siti di notizie false.”

C’è l’ambientalista:

“Vogliamo che la nostra verde Irpinia torni a sorridere e sperare. Tutti noi vogliamo tornare a sorridere e sperare e dire basta a tutti i soprusi che quotidianamente si stanno perpetrando a danno della nostra amata terra.”

E la disincantata:

“Eviterò di scrivere le solite minchiate miste a buoni propositi per il 2016. Tanto oggi tutti vogliono essere felici domani. Io inizio da ora: ibernata, in fila da tre ore e senza mutande rosse”.

C’è chi la prende con filosofia:

“Mai dire mai e mai dire per sempre perché la vita ti fa trovare in posti e situazioni che mai avresti immaginato. E dunque l’augurio che m(v)i faccio per il nuovo anno è semplicemente quello di essere sempre all’altezza di affrontare tutto ciò che verrà (e non verrà). Affinché anche i traguardi non raggiunti siano una sfida da vincere.”

Infine, c’è chi proprio non vuole saperne e scrive l’epitaffio dell’anno appena trascorso:

“Addio 2015, non ci mancherai”.

E questo è quanto.

 


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