“Notiamo con interesse e soddisfazione che, da qualche tempo, i Socialisti sono ritornati di moda nello scenario della politica italiana: non può che rallegrarci” Non a caso Roberto Benigni, nella sua partecipazione allo spettacolo televisivo di Fiorello, ha elogiato il Presidente Sandro Pertini, “ricordando anche la fede socialista di suo padre e di aver condiviso un pezzo di storia della nostra Italia disseminata di tanti sconosciuti Pertini, che si alzano alle sei del mattino per conquistare un pezzo di gloria quotidiana attraverso un lavoro ben eseguito, un esame ben sostenuto, una lezione seguita con interesse, una qualunque buona azione”. Lo si legge in una nota congiunta di Franco Addeo, Sabino Carpentieri e Edmondo Marra, esponenti del Direttivo Provinciale del Psi. “Tuttavia – aggiungono – sembra opportuno ricordare ai “compagni” che, ai tempi della diaspora, hanno deciso di abbandonare le maceria del PSI, trovando, talvolta, anche buone sistemazioni in altri Partiti, che i Socialisti, quelli, cioè, che talvolta sono stati definiti nostalgici senza Patria, hanno sempre avuto una casa propria, prima nel PSI, poi nel SI, nello SDI, nella Rosa nel Pugno, in SEL e, infine, nel PSI, che lo scorso 4 dicembre ha celebrato a Fiuggi la propria Assemblea congressuale e programmatica. I lavori del Congresso si sono conclusi con una dichiarazione che contiene grandi aspirazioni e, forse, grandi intraprendenze, affinché il PSI raggiunga l’obiettivo di diventare “un polo di rinnovamento complessivo della sinistra riformista italiana, attraverso una nuova unità tra tutte le forze espressioni della propria storia e quelle forze del riformismo laico e cristiano aperte a parteciparvi. Il PSI si è imposto di raggiungere il traguardo di contribuire a costruire un’Europa dove popoli e cittadini abbiano voce nelle decisioni e dove le scelte siano votate e non imposte da una tecnocrazia sotto la finzione di un’unanimità istituzionale, richiamando l’attenzione sulla necessità di ritrovare una dialettica politica tra progressisti e conservatori. La carta congressuale di Fiuggi sintetizza la volontà di proseguire nella gloriosa tradizione di un grande Partito che, nel proprio rinnovato impegno per la Nazione, non può diventare una corrente del Partito Democratico. Il 2012 sarà il centoventesimo anno della fondazione del PSI: il momento buono per tornare a casa propria, con la consapevolezza e la volontà che non si torna in un albergo ad ore”.
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