Ad undici anni dalla scomparsa la Polizia ricorda Antonio Manganelli

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Nonostante siano passati undici anni dalla sua scomparsa, il carisma e la traccia che ha lasciato in ogni poliziotto del Paese Antonio Manganelli non si è mai consumato. Domani, in occasione dell’anniversario della morte del “Capo” più carismatico della Polizia, nella sua Avellino, quella a cui è stato sempre legato, ci sarà una messa in suffragio.

La cerimonia si terrà presso la Chiesa della Santissima Trinita’ dei Poveri di Avellino in Via Morelli e Silvati alle ore 10:30. Saranno presenti il questore di Avellino Pasquale Picone e i vertici istituzionali locali. L’anno scorso, nel decimo anniversario, , il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che sotto la “gestione” Manganelli ha ricoperto l’incarico di vice capo della Polizia preposto all’attività di coordinamento e pianificazione, aveva sottolineato la grandezza, la innata autorevolezza ed il carisma che contraddistinguevano l’agire di Antonio Manganelli.

Il Ministro aveva anche ricordato come, nelle visite che insieme effettuavano sul territorio, l’ex Capo della Polizia fosse sempre circondato dall’affetto dei suoi poliziotti. Per Piantedosi Manganelli e’ stato un grande Capo, che ha valorizzato al massimo la comunità della Polizia di Stato, ed un grande Direttore generale della Pubblica sicurezza, che ha saputo mettere in risalto l’importante e necessaria collaborazione tra le Forze di polizia per garantire la sicurezza dei cittadini. Nella sua lunga carriera come funzionario e dirigente della Polizia di Stato, Antonio Manganelli ha lavorato al fianco dei più valorosi magistrati italiani insieme ai quali ha condotto importantissime indagini contro la criminalità organizzata.

Investigatore apprezzato anche fuori dal territorio nazionale, è diventato negli anni un solido punto di riferimento legando il suo nome anche alla cattura di alcuni dei latitanti di maggior spicco delle organizzazioni mafiose, come ad esempio Tommaso Buscetta. Ha diretto il Servizio centrale di protezione dei collaboratori di giustizia ed è stato questore di Palermo e di Napoli, nonché vice capo della Polizia vicario dal 2001 al 2007.