Ad Avellino il tour di CircOLIamo: oli esausti da rifiuto a risorsa

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Avellino – Immaginiamo una distesa d’acqua grande una volta e mezzo il Mare Mediterraneo. Abbiamo appena quantificato gli oltre 4 milioni di tonnellate di liquame raccolti in 25 anni di attività dal Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati. Se poi aggiungiamo che rigenerando circa l’ottanta per cento della sostanza esausta, il risparmio complessivo sulle importazioni di petrolio nazionale sono ammontate ad oltre un miliardo di euro (vale a dire un intero anno di domanda) e che quattro chili di olio minerale usato possono inquinare una superficie grande come un campo di calcio, risultano immediatamente chiari scopi e funzione dell’organismo. Il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati appunto, giunto in città questa mattina nell’ambito di ‘CircOLIamo’ 2007-2008, la campagna informativa itinerante lungo lo stivale giunta oggi alla 98esima tappa. “L’olio esausto – ha subito chiarito il responsabile comunicazione dell’organismo, Alberto Hermanin – è un rifiuto pericoloso da gestire correttamente. E il Consorzio, operativo a livello nazionale dall’82, si occupa proprio di affrontare questa problematica, trasformando scarti e residui in risorsa”. Con Hermanin, nella sala stampa allestita all’interno del tir al seguito dell’iniziativa, il segretario generale del COOU Franco Barbetti e l’assessore comunale all’Ambiente Claudio Pellecchia. All’incontro sarebbe dovuto esserci anche l’Ente Provincia con il subcommissario Salvatore Palma, assente invece per un improvviso contrattempo. Ad illustrare come vengono raccolti e trattati gli oli usati, Franco Barbetti. In sintesi la governance del COOU è mista. Affidata a privati (le 350 grandi imprese che immettono oli lubrificanti sul mercato come Eni Esso ed Erg) e al settore pubblico (con il controllo di gestione affidato ai quattro Ministeri di Ambiente, Sviluppo, Salute ed Economia). Oltre 70 sono invece le concessionarie disseminate lungo tutto il territorio nazionale che si preoccupano di fornire un punto di raccolta e il successivo smistamento degli oli ai 5 complessivi impianti di rigenerazione. Qui le sostanze vengono selezionate ed analizzate per valutarne il corretto impiego. L’ottanta per cento del prodotto (tasso che pone l’Italia davanti a Germania, Francia e Spagna in termini di riciclaggio ottenuto) viene rigenerato e rimesso sul mercato. Il residuo viene utilizzato come combustibile in idonei impianti industriali. Un vero e proprio circolo virtuoso a difesa dell’ambiente e del risparmio energetico, dunque, quello che appare, ma che non è intralciato da ostacoli. Dalla reticenza di alcuni imprenditori a pubblicizzare l’utilizzo di olio rigenerato – “Un tabù da sfatare”, ha sottolineato Barbetti – alle difficoltà territoriali di alcuni contesti ad attrezzarsi al meglio – vedi Avellino, in particolare con il problema dovuto all’assenza di un’isola ecologica – non mancano infatti i nodi da sciogliere per ottimizzare una raccolta che è comunque in crescita. E proprio in riferimento all’Irpinia, le cifre parlano di 1500 tonnellate raccolte nel 2007 a fronte delle 13mila complessive su scala regionale. “Ma le stime – ha aggiunto il segretario COOU – mostrano un sensibile incremento in vista”. Soddisfazione per l’iniziativa è stata mostrata dall’assessore Pellecchia, che nel suo intervento ha ribadito l’attualità del problema ambientale per questa terra e la centralità dell’informazione e della comunicazione per lo sviluppo di una concreta educazione in materia. “Il riciclo degli oli minerali – ha detto – rientra nel più ampio ambito della raccolta differenziata per la quale contiamo di raggiungere l’obiettivo del 40 per cento entro dicembre. Dal confronto con il Consorzio – ha concluso – ci aspettiamo nuovi spunti di riflessione per rendere ancora più efficace il nostro lavoro”. Dopo Avellino, domani il tour di ‘CircOLIamo’ sarà a Benevento mentre sabato resterà ancora in Campania con la tappa di Caserta. (di Eddy Tarantino)

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