Acs – Maselli: “Non ci piegheremo di fronte a turbativa di mercato”

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Avellino – “L’Alto Calore Servizi (Acs) non è un Ente formato da 400 fannulloni. E’ una società che ha deciso, non solo per volontà del suo Consiglio di Amministrazione (CdA), di voltare pagina e di liberarsi dalla politicizzazione esasperata che negli anni, anche a torto, ha caratterizzato l’andamento dell’Ente e che oggi lo pone all’opinione pubblica come semenzaio dei vizi”. Così Franco Maselli, numero uno dell’Acs, che questa mattina ha radunato gli organi di informazione presso lo stabile di corso Europa ad Avellino per meglio chiarire alcuni punti della vita gestionale dell’Ente, finiti nel mirino di roventi polemiche nelle ultime settimane.

“Avvertiamo l’esigenza di chiarire a tutti gli utenti di Acs e ai soci sindaci – ha riferito Maselli – che quando si parla di quest’Ente spesso lo si fa in maniera erronea e non completa”. Quattro sono stati i nodi sostanziali analizzati nella relazione di Eduardo Di Gennaro, direttore generale dell’Acs, che ha accompagnato il lungo intervento del presidente dell’Ente: il superamento del minimo impegnato, il nolo contatore, l’eccedenza e il riassetto del personale (si veda paragrafo in basso).

Con un prologo. Maselli ha individuato la goccia che ha fatto traboccare il vaso in uno spiacevole episodio che ha visto “… un utente riportare, con fare aggressivo, cose dette e sentite in una trasmissione televisiva locale. Altri utenti hanno fatto la stessa cosa con altri attacchi che hanno interessato anche la sfera personale di dipendenti di questa società”.
Di qui la necessità di fare chiarezza una volta per tutte: “Noi non possiamo assistere passivamente di fronte a questa che a ragione può essere considerata una turbativa di mercato, visto il delicato momento storico che porterà l’Ato, di qui sino al 31 dicembre, all’individuazione del soggetto unico gestore delle risorse idriche. L’abbiamo già detto e lo ripetiamo – ha aggiunto Maselli – l’Acs si candida a questa posizione, vuoi per la sua storia e vuoi per l’operosità di quest’Ente. Non possiamo restare inermi di fronte a questi attacchi”.

Dunque, basta attacchi velenosi nei confronti dell’Acs. “Perché non si parla mai delle altre SpA in provincia? Perché il cittadino non deve avere informazioni anche su altri dirigenti e presidenti delle società irpine? Noi, in quanto amministratori, abbiamo fatto delle scelte, consci della possibilità di aver potuto commettere errori, ma siamo sempre stati sicuri di aver agito in buona fede. A chi lo richiederà, porteremo le nostre ragioni e spiegheremo meglio i fatti”.

“I miei guai sono cominciati quando sono venuto all’Acs – ha continuato – e si sono aggravati quando ho espressamente detto cosa pensavo delle due società. Pensiero condiviso, tra l’altro, da tutti o dalla maggior parte anche se oggi, più di una persona è tornata sui suoi passi. I miei guai si sono aggravati poi quando, per tentare di migliorare la gestione del servizio idrico, ho attaccato il presidente della Giunta regionale che improvvisamente ha chiuso i rubinetti dei fondi per quest’Ente. Tutto questo non mi fermerà: andrà avanti con più determinazione. Il nostro dovere è di informare correttamente tutti i cittadini poiché non abbiamo nulla da nascondere, né io né il mio CdA”.

ASPETTI TECNICI – Per quanto concerne l’aspetto meramente tecnico, la parola è poi passata a Di Gennaro. “Per ciò che riguarda il superamento del minimo impegnato (consumi presuntivi, ndr) – ha spiegato Di Gennaro – sono state studiate nuove fasce di consumo, che contemplano l’eliminazione del canone per il nolo contatore e che, allo stesso tempo, non siano penalizzanti per le cosiddette fasce deboli. La voce nolo contatore sulla bolletta (importo pari a 1 euro per mese, ndr), poi, è stata introdotta in ragione della necessità della sostituzione del vecchio parco contatori, ovvero di misuratori vetusti che mancano in precisione con evidenti ricadute in termini di mancati introiti”.

“E’ stato poi rilevato che ci sono utenti che pagano l’eccedenza e utenti, invece, che non la pagano. La realtà è che laddove non si registrano le autoletture dell’utenza o dove non intervengono gli operatori preposti, si procede tramite letture stimate, ovvero attraverso una proiezione matematica si effettuano calcoli sulla base dei consumi storici dell’utenza, risultato che tra l’altro può variare soltanto dell’1 o 2% dal dato reale”.

Infine, il capitolo delle mobilità verticali o, più semplicemente, delle promozioni. “Quello attuato a dicembre è stato un progetto di riordino parziale del personale che ha interessato soltanto settori ritenuti prioritari e che mostravano grosse lacune. Nessuna sponsorizzazione politica ha influenzato le 36 promozioni se non l’esito delle schede di valutazione del personale inquadrati nei livelli immediatamente inferiori”. (anpi)

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