Acque Pulite, Barbato: “Avviare un’ispezione completa in regione”

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Avellino – Sull’inchiesta Acque Pulite e sul sequestro in Alta Irpinia di 16 impianti di depurazione si registra la nota dell’on. Francesco Barbato, capogruppo IdV in commissione Finanze: “Già nel mese di settembre – spiega Barbato – avevo posto l’attenzione sullo stato dei depuratori in Campania presentando un’interrogazione al Ministro Clini dopo che l’Italia aveva ricevuto una condanna dell’Unione europea per violazione della normativa sulla depurazione delle acque”.

“I sospetti su un diffuso male o inesistente funzionamento dei depuratori in Campania sono confermati dai risultati dell’inchiesta Acque pulite, per la quale a far scattare i controlli non sono stati gli occhi vigili dello Stato, ma il senso civico dei cittadini che avevano presentato denunce ai carabinieri locali per una moria dei pesci lungo il Fiume Calore. Mi congratulo con il Noe di Salerno e con i carabinieri delle compagnie di Ariano Irpino e Mirabella Eclano per l’operazione condotta. Nelle mie competenze di sindacato ispettivo – continua Barbato – ho chiesto al Ministro dell’ambiente di delineare un quadro esaustivo della situazione dei depuratori in Campania e di avviare un’ispezione completa per constatare il rispetto della normativa sulla depurazione delle acque con una particolare attenzione alle province di Napoli e Salerno dopo questi recenti e tristi fatti di cronaca se non altro perchè, leggo oggi on line, che, le due società incaricate di gestire gli impianti di depurazione in dieci comuni della provincia di Avellino, truccavano i dati sull’inquinamento delle acque benchè negli ultimi quattro anni avessero incassato una somma pari ad un milione di euro. Possibile – conclude Barbato – nessuno controlli come sono impiegati questi soldi?”.

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ariano Irpino, infine, sta procedendo a carico dei due arrestati e di due dei sei indagati (legali rappresentanti della IBI) anche in ordine al reato previsto dall’art. 256/1° del D.L.vo 152/2006 (attività di gestione di rifiuti non autorizzata) perché “in concorso tra loro effettuavano attività di gestione, nella fattispecie attività di “stoccaggio” e/o smaltimento di rifiuti speciali non pericolosi, in assenza di autorizzazione per fatti accaduti in data 17 settembre 2012 in Ariano Irpino, Carife, Mirabella Eclano, Sant’Angelo all’Esca, Greci, Zungoli, Castel Baronia, Villanova del Battista e Savignano”.

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