Si è tenuta per l’intera mattinata di oggi la raccolta firme per la campagna referendaria “L’acqua non si vende”, promossa dal circolo locale dei giovani democratici. Grande la soddisfazione dei giovani che per l’intera mattina sono stati in p.zza Municipio per sottoporre ai cittadini i quesiti referendari: Fermare la privatizzazione dell’acqua; Aprire la strada della ripubblicizzazione; Eliminare i profitti dal bene comune acqua. In meno di 5 ore sono state raccolte oltre 100 firme, ma soprattutto è stato notato un grande interesse da parte dei cittadini, i quali, spontaneamente, si sono avvicinati e convintamente hanno voluto sottoscrivere i quesiti. Inoltre, è emerso come, quando ai cittadini vengono sottoposti questi in maniera chiara – in altre parole, che li riguardano da vicino nella quotidianità -, questi ultimi partecipano con convinzione alla iniziativa.
A tal proposito, i promotori, vista la risposta più che soddisfacente, hanno intenzione di riproporre l’iniziativa in un’ulteriore domenica, visto che la campagna di raccolta terminerà il 4 luglio. “Lo scorso week-end, data d’inizio della raccolta firme contro la privatizzazione dell’acqua, sono state raccolte oltre 100mila firme in tutta Italia. Una partenza straordinaria per i referendum per l’acqua pubblica. Più che raddoppiato l’obiettivo che il Comitato promotore si era dato alla vigilia del lancio. Una mobilitazione impressionante che ha visto lunghe file ai banchetti di tutte le città e dei paesi. Un folla consapevole e determinata, che in alcuni casi ha fatto anche diversi chilometri per trovare il banchetto più vicino a casa. Ora la raccolta delle firme si sposta anche in Alta Irpinia, dove il circolo territoriale dei Giovani Democratici, coordinato da Natalie Tolino, ha organizzato per la raccolta firme cui hanno preso parte anche gli esponenti locali del Partito. Non a caso l’iniziativa ha preso piede nel comune della Media Valle del Calore, dove appunto, in passato l’acqua rappresentava non solo un elemento naturalistico, bensì, anche un fattore economico, vista la presenza di innumerevoli Mulini. L’intento è innanzitutto accedere una finestra di attenzione anche in un piccolo comune come Castelfranci, che però da sempre, ha risposto in maniera attenta alle sollecitazioni alle quali veniva sottoposto, soprattutto quando si parla di salvaguardia dei diritti elementari dei cittadini”.
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