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L’intervento e la relazione del Presidente di Alto Calore Servizi, Raffaello De Stefano, sono state inserite nel quadro delle esperienze di qualità maturate a seguito di grandi eventi tellurici. L’Alto Calore, c’era quella sera di domenica del Novembre del 1980, quando in Irpinia iniziava il conto delle vittime e dei danni. Il Presidente De Stefano mostra, ai numerosi esperti presenti in sala, le slide del sisma con gli operai al lavoro. De Stefano si sofferma sull’immagine che mostra la prima pagina del quotidiano “Il Mattino” con il titolo: “Fate Presto”.
“Con il terremoto – continua De Stefano – per le reti idriche sono stati impiegati 60 miliardi di lire, a fronte di 30 mila miliardi di lire per una ricostruzione che ha sottovalutato le opere idriche,fognarie e depurative. In Irpinia la terra continua a tremare – ha proseguito il Presidente – con le numerose emergenze: le alluvioni, l’inquinamento ambientale e la necessità di preservare un territorio che dà acqua a tre regioni. Il paradosso si raggiunge con i 180 milioni di euro per la Galleria Pavoncelli: altra acqua tolta all’Irpinia, senza pensare al ristoro dovuto ed alle necessità di finanziamenti”.
Il Presidente di ACS ha concluso l’intervento rivolgendosi al sottosegretario, presente al tavolo dei relatori, in virtù dell’attenzione dimostrata dal governo Letta e dallo stesso Erasmo D’Angelis, chiedendo di intervenire sulla Campania e sul necessario riequilibrio per le zone interne. Il Capo della Protezione civile, il Prefetto Franco Gabrielli si è soffermato sulla necessità di curare le numerose emergenze attraverso la prevenzione. Un aspetto sottolineato nel corso dell’intervento successivo del sottosegretario alle infrastrutture Erasmo D’Angelis che ha parlato dell’impegno del Governo per investire in prevenzione e in Servizi efficienti, a cominciare dalle reti idriche e impianti di depurazione. “Tra perdite in rete di acqua potabile e inquinamento – ha dichiarato il sottosegretario – siamo tra gli ultimi in Europa, dobbiamo necessariamente fare meglio e di più”. Nelle conclusioni il capo della Protezione Civile ha citato l’esempio dell’Irpinia e il sottosegretario D’Angelis ha riconosciuto la necessità di un riequilibrio con investimenti e finanziamenti per preservare un bene prezioso come l’acqua.