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“L’accumulatore che la Terna sta realizzando – spiega Nappi – quando è in funzione, può raggiungere temperature che vanno oltre i 300 gradi centigradi. In altri impianti basati sulla stessa tecnologia si sono verificati già tre incidenti: nel 2005, nel 2010 e nel 2011. L’ultimo, a Tsukuba in Giappone, ha richiesto 8 ore per portare sotto controllo l’incendio e oltre 15 giorni per spegnerlo completamente. Considerato che nel raggio di 500 metri dall’impianto sono presenti abitazioni e impianti industriali – prosegue il consigliere regionale – , si rende necessario valutare in maniera più approfondita i rischi di un eventuale incidente. In Giappone, infatti, l’incendio di Tsukuba provocò la dispersione di sostanze tossiche letali per inalazione che, data la loro natura, anche a Flumeri potrebbero determinare seri danni all’uomo, in alcuni casi irreversibili, e persino la morte. Non è esclusa, inoltre, la possibile contaminazione dei terreni e delle falde acquifere delle quali l’Irpinia è ricca. D’altronde – rileva Nappi – quello di Flumeri sarà il primo impianto non solo in Italia ma anche in Europa. A livello comunitario, pertanto, non esistono dati relativi all’utilizzo di tale tecnologia; non a caso Terna ha definito sperimentale l’impianto irpino.”
“Alla luce di tutto ciò – aggiunge l’esponente di Forza Italia –, ho chiesto al Dirigente dell’Unità operativa energia della Regione Campania, dottor Fortunato Polizio, informazioni specifiche sull’impianto, ottenendo la sua disponibilità a venire a Flumeri per avere un momento di confronto con la comunità, per ascoltare le ragioni della gente del posto e per dirimere i dubbi di chi teme conseguenze drammatiche in caso di incidente. Nei prossimi giorni – chiude Nappi – sarà fissata la data per l’incontro d’intesa con la comunità flumerese.”