A. Technology: il lavoro c’è, le paghe no. La Fiom ‘chiama’ Blasco

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La A. Technology di Nusco balza sotto i riflettori della cronaca per il problema stipendi che da mesi affligge i circa 70 lavoratori dell’opificio. Stando a quanto fa sapere la Fiom Cgil irpina, infatti, nonostante gli accordi con la società per il recupero graduale delle spettanze, la situazione vivrebbe ancora una preoccupante fase di stallo, motivo per il quale il sindacato si è attivato a difesa degli ultimi lavoratori colpiti, in ordine di tempo, dalla crisi economica in Irpinia.
“E’ da tempo ormai che nello stabilimento di Nusco le retribuzioni procedono a singhiozzo e a rilento, con i dipendenti della fabbrica costretti a periodiche e logoranti agitazioni e che, ad oggi, sono fermi alla mensilità dello scorso febbraio – spiega Luciano Vecchia – e questo in barba agli accordi che erano stati raggiunti proprio il mese scorso”. In quella circostanza, a seguito di dieci giorni di sciopero ad oltranza, i lavoratori riuscirono ad ottenere la mensilità arretrata e ad ‘inchiodare’, grazie anche all’azione del sindacato, il gruppo dirigente rispetto all’impegno di procedere con regolarità ai pagamenti (50% alla scadenza periodica e il restante 50% entro la settimana successiva) e, soprattutto, recuperare gradualmente tutti gli arretrati. “Ma a distanza di 30 giorni – evidenzia sempre Vecchia – non solo non è partita l’operazione di recupero ma non è stato pagato nemmeno marzo”. Alla base dei ritardi, stando a quanto sostiene il management della A. Technology, ci sarebbe, piuttosto che la mancanza di commesse – “Nella fabbrica il lavoro non manca e non c’è mai stata cassa integrazione”, informa l’esponente della Cgil – la crisi di liquidità della società, dovuta alla morosità dei fornitori e più in generale agli effetti indiretti della recessione. “Vogliamo pure riconoscere la buona fede degli imprenditori – spiega in questo senso Vecchia – ma i problemi finanziari non possono e non devono in nessun modo ripercuotersi sugli operai, alle prese con un lavoro pesante e spesso a stretto contatto con sostanze insane. Il loro diritto alla retribuzione è sacrosanto”. Alla A. Technology si producono infatti materiali compositi, come fibre in carbonio, per il trasporto e l’automotive in genere.
Questi quindi i presupposti per l’intervento della Fiom Cgil, che ha chiesto a gran voce il contributo del Prefetto Ennio Blasco per sollecitare l’azienda a mettersi in regola con i pagamenti e fornire concrete garanzie anche e specialmente in ottica futura. “L’auspicio è che il segnale lanciato in queste ore venga colto – avverte Vecchia – altrimenti saremo costretti a valutare nuove forme di protesta ed un incontro urgente in Prefettura”. (di et)

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