A San Lorenzo, la tana dei Lupi biancoverdi a Roma.

A San Lorenzo, la tana dei Lupi biancoverdi a Roma.

21 Maggio 2015

Una bella storia, lunga due anni. La storia dell’Avellino Club Roma, un pezzo della tifoseria biancoverde, uno dei tanti sparsi per l’Italia, ragazzi (ma non solo) che si ritrovano nel nome di una irrefrenabile passione, l’unione che fa la forza e aiuta a sentirsi a casa, anche a chilometri di distanza.

La sede (o la tana, come preferiscono chiamarla loro, per ovvie ragioni) è a San Lorenzo, nel ventre della Roma alternativa. Il cuore è al Partenio, o in qualunque altro stadio l’Avellino sia di scena.

Un club numericamente importante (circa 150 soci, ma più di 200 persone in totale che gravitano intorno alle sue molteplici attività), ma anche un club particolare, perché va oltre il tifo, prova (riuscendovi) a creare empatia, tra sé e i calciatori, lo staff tecnico, la dirigenza.

Come un focolare, che accoglie tutti, quando è possibile, instaurando rapporti che si perpetuano nel tempo, anche con chi ha smesso la maglia biancoverde e ora ne indossa una di altri colori. Un motivo di orgoglio per i soci, come spiega Roberto Valente, il giovane segretario:

“Sono tanti i calciatori che hanno fatto visita al nostro club, tra cui l’ex portiere Terracciano e capitan D’Angelo, che sono anche nostro soci onorari. In più occasioni abbiamo organizzato occasioni d’incontro, sia per seguire le partite in tv che per socializzare, magari mangiando una pizza, con calciatori biancoverdi, di passaggio a Roma, ad esempio con chi era fermo ai box per infortunio e veniva qui per curarsi, alla famosa clinica Villa Stuart. A fine stagione, invece, avremo un ospite romano, il portiere Frattali, che già ci ha promesso una visita”.

Per non dimenticare i rapporti, per così dire, istituzionali:

“E’ venuto a trovarci Andrea Abodi, presidente della Lega di serie B, con il quale abbiamo davvero un eccellente rapporto, immagino qualcosa di unico per un club di tifosi”.

Occasioni di incontro e convivialità, che fanno parte della vita del club.

Ma sono pur sempre contorno, se è vero come è vero che lo scopo principale è seguire l’Avellino, ovunque giochi e in qualunque modo. Quindi, partita in tv per chi non può muoversi da Roma, viaggi ad Avellino e in trasferta per chi ha la possibilità di muoversi:

tifosi avellino club roma allo stadio Dall'Ara di Bologna

tifosi avellino club roma allo stadio Dall’Ara di Bologna

“La partita in tv è un rito che non manca mai, la presenza al Partenio neanche (lo striscione nuovo di zecca ha esordito, in Tribuna Terminio, in occasione della gara col Trapani, ndr), così come le trasferte, affrontate in numero più o meno sostanzioso: eccetto Trapani, siamo stati ovunque”.

Il club ha una sua struttura, garantita da decisioni all’insegna della democrazia. Perfino lo slogan che campeggia sulle sciarpe, uno slogan che incita l’Avellino con gergo romanesco (Daje, Lupo, daje), è stato votato con tanto di referendum.

E con votazioni on-line sono stati eletti gli 8 membri del direttivo, così come il presidente Claudio De Pascale e il suo vice, Arnaldo Cirillo.

Avellino Club Roma

Avellino Club Roma

Un autentico plebiscito, invece, coronò l’elezione a presidente onorario di Angelo Picariello, pacato giornalista di Avvenire (e meno pacato tifoso del Lupo), promotore di importanti iniziative (“su mia proposta fu votato il criterio per cui le quote versate dai soci vanno ad alleggerire gli oneri per chi segue la squadra in trasferta”), fin dall’inizio animatore del club, insieme a Giovanni Stornaiuolo (“è un giovane psicologo che, oltre a fissare l’appuntamento settimanale col calcetto, non di rado è costretto a usare la sua professionalità a beneficio di tutti, come a dire che siamo una banda di pazzi”, racconta Picariello, scherzando ma non troppo) o a Pellegrino Marinelli (“autore dello statuto, grande trasfertaro e blogger di grande qualità con il suo Pellegrino e il Lupo”).

Insomma, un gran bel gruppo, di amici e tifosi, animati dalla passione per l’Avellino, coltivata con una mentalità irrinunciabile, cui Angelo Picariello tiene in modo particolare:

“Per noi l’Avellino è sacro: si ama, si segue, non si contesta. Non ci iscriveremo mai al partito di quelli che fanno i catastrofisti quando le cose vanno male, com’è capitato per un po’ di settimane quest’anno”.

Per fortuna, quel periodo è passato:

“E sono scomparse contestazioni e maldicenze. L’obiettivo dei play-off è stato raggiunto, ora proviamo a inseguire un sogno, tutti insieme>.

Cominciando dagli irpini di Roma.


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