“Questo è un tavolo di Centrodestra dove si siedono i partiti. Deve essere chiaro, a tutti, anche a chi aspira a essere il riferimento apicale di questo progetto”. Con queste parole la presidente provinciale di Fratelli d’Italia, Ines Fruncillo, ha fissato i paletti in vista delle prossime amministrative in città. Il terzo interpartitico nella sede dei meloniani d’Irpinia si è svolto in clima di entusiasmo attenuato rispetto ai precedenti. Assente il coordinatore provinciale di Forza Italia, Angelo D’Agostino, sostituito dal coordinatore cittadino azzurro Gerardo Melillo.
Proprio a D’Agostino, Fruncillo si rivolge dopo il caso Walter Giordano, che aveva precisato di non essere disponibile a candidarsi col centrodestra. “Questa è l’occasione per comprendere fino in fondo le dichiarazioni che hanno tirato in ballo il centrodestra – ha spiegato Fruncillo –, per capire i perimetri che hanno portato a determinate considerazioni”.
Sul fronte dei nomi che circolano, la presidente provinciale di FdI frena: “Non ci sono candidature. Quelle che emergono sono solo indiscrezioni. È evidente che c’è un perimetro da stabilire, legato alla coalizione di governo, che è rappresentato e siede oggi a questo tavolo per la terza volta. Ritengo che si parta da qui, con le sensibilità civiche che si riconoscono in questo perimetro. Laddove l’esigenza sia andare oltre i partiti, non può mancare il perimetro politico di centrodestra, che è chiaro e distinto perché è un modello di società che si contrappone a un altro”.
Alla domanda sul rischio di una possibile divisione della coalizione, Fruncillo risponde con fermezza: “Stiamo facendo tutti gli sforzi possibili affinché ciò non si verifichi. Ad Avellino, capoluogo di provincia, c’è la necessità di costruire la politica e quindi dei partiti, che rappresentano una filiera istituzionale. Se per vent’anni la politica è mancata, i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Serve un progetto serio con una struttura istituzionale forte e questo il civismo, da solo, non è in grado di garantirlo”.
Il tavolo, tuttavia, non si occupa soltanto delle amministrative cittadine, ma anche delle elezioni provinciali e della campagna referendaria. “Stiamo valutando la possibilità di ritenere utile e funzionale una coalizione compatta anche nell’ente di secondo livello, ovvero la Provincia. Riteniamo che questa sia una questione da sanare, perché la Delrio ha prodotto una contrazione della democrazia, soprattutto nei territori più lontani dalle metropoli”.
Chiara anche la posizione dell’Udc, espressa da Gianni Romei: “La mia opinione e quella del comitato provinciale Udc è di dar vita a una coalizione di pari dignità di centrodestra allargata anche al civismo, quindi simboli e civismo insieme, senza abdicare ai simboli. Questa è la linea che andrò a sostenere. Dopo dieci anni si può anche andare oltre rispetto ai protagonisti della scena di questo periodo, immaginando di coinvolgere personalità del mondo delle professioni e persone che tengono ad Avellino senza retropensieri e compromessi”.

