‘A juta a Montevergine, si parte tra attualità e fede

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Tutto pronto per la nona edizione della “Juta a Montevergine”, tradizionale appuntamento che vede il paesino di Ospedaletto d’Alpinolo in fermento da lunedì 10 settembre, a mercoledì 12. Una festa, che affonda le proprie radici nell’antichità, con preghiere canti balli che rievocano la tradizione popolare della fede mariana della Madonna indicata come “Mamma Schiavona”, che dall’alto della sua casa, ovvero dal Santuario di Montevergine protegge la comunità di fedeli. Nei tre giorni di festa, momenti di sacralità celebrativa si alternano ad altrettanti partecipativi. Il popolo di Dio, vuole essere peregrino in terra e sotto ogni forma d’arte, esternare l’amore verso il divino. Negli otto anni precedenti,si sono versati fiumi di parole per definire il sacro ed il profano, che si alternano nella Kermesse. Oggi, è necessario attualizzare il messaggio d’amore, contestualizzandolo nella società intesa come aggregazione di sensibilità diversa. Opinioni contrastanti e posizioni opposte. Ripercorriamo con questa breve chiosa il momento simbolico della “Juta”, ossia dell’andare verso una società multirazziale, con diverse etnie,ma con una base di tolleranza verso “l’altro”. Sminare il sentiero della pace dalle insidie, che rendono la quotidianità sia del mondo occidentale, che di quello orientale, un continuo stato di allerta, generalizzato dall’etichetta del terrorismo. E’ tempo di riformulare concetti ed idee; su basi differenti rispetto ad inusuali posizioni passate. Juta verso la tolleranza, Juta verso il riconoscere l’altro, Juta verso l’accettare il diverso, l’alieno, ma anche affrontando tematiche di eugenetica, bioetica. La luce che illumina il cammino del cristiano durante la sua vita terrena sia anche metodo di riflessione e confronto con la cultura musulmana e allarghi la partecipazione al mondo ebraico. Tre religioni, che si integrano nella civile società e vivano il loro credo ognuno secondo la propria luce, ma che alla base ci sia innanzitutto il rispetto della vita. Scrivere del pellegrinaggio a Montevergine, oggi, è descrivere simbolicamente un viaggio da compiersi unitamente a fratelli, che possono avere “credi” diversi, ma che in questo trascorrere terreno della propria esistenza si rispettino tra loro riconoscendo diversità culturali, accettando l’unicità e la bellezza della vita. Tre giorni di esibizioni delle paranze provenienti dalle zone napoletane; avellinesi; Salerno offre il gemellaggio con la cittadina di Giffoni Valle Piana. Il Santuario, di Montevergine, luogo deputato alla riflessione, ci allontana anche fisicamente oltre che spiritualmente dal continuo trambusto e dal caos delle nostre città, quartieri, condomini e spesso anche dalla famiglia. Quindi, una juta sì, ma anche un ritorno alla quotidianità, ripuliti spiritualmente da quelle incrostazioni che ci rendono estranei tra uomini e diversi tra generi.

Il programma civile
L’appuntamento è alle ore 18.00 con l’apertura delle botteghe (mostra mercato dell’artigianato). Il centro storico, si trasformerà ed acquisterà le sembianze del tempo passato. Saranno allestiste numerose botteghe etniche e di artigianato locale. Canti, balli e gastronomia tipica tra i vicoli. La ritualità e la magia, ogni anno si rinnova ormai, da ben nove edizioni. Grande festa per onorare la Madonna, ma anche le tradizioni popolari. Ospedaletto mostrerà tutto ciò che di bello viene prodotto nel suo territorio, dalla “cupeta” le “ndrite” , le castagne del prete e tante altre leccornie. Il tutto corredato da canti, danze e tanta tanta armonia. Alle 20.00, grande spettacolo di colori e musica con l’esibizione nelle piazze Umberto I e Garibaldi della Paranza O’Lione, l’effervescente tarantella di montemarano e la stuzzicante pizzica di Mena Menir. Nei trei giorni della Kermesse sarà possibile visitare la mostra fotografica ontologica, “Passato e Presente” a cura di Gennaro Pirozziello. Domani pomeriggio, alle ore 17.00, nella chiesa Madre dei SS. Filippo e Giacomo ci sarà il convegno dal tema “Verso Maria… due comunità in cammino”. Interverranno il sindaco Luigi Marciano, padre Giosuè Santoro e Alfonso Fortunato, cultore della tradizione religiosa di Giffoni Valle Piana, Fulvio Sellitto, autore del testo (Un paese si racconta Ospedaletto: mito riti e umanità), Luigi Renna, cultore della tradizione religiosa locale, chiuderà i lavori, Monsignor Vittorio Guerrillo, parroco di Ospedaletto.

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