Le voci – Comune, incarichi e spartizioni. Micera vice di Galasso?

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Avellino – In città ancora problemi e questioni aperte che saranno al vaglio della conferenza programmatica fissata per il 12 e 13 luglio prossimo. Prima l’evento atteso come fosse la panacea di tutti mali di Piazza del Popolo e poi mano al riassetto dell’esecutivo che pure sembra alle porte come promozioni, ridimensionamenti, avvertimenti – quello lanciato a Domenico Palumbo sospeso dal partito per tre mesi – (siamo al ridicolo…, ndr) e forse qualche fuoriuscita. Si va al grande confronto non con animo sereno ma sicuramente propositivo. Tutti, nessuno escluso, vorrebbero uscire a testa alta da una situazione che appare sempre meno tollerabile. Nessun accordo ancora sul futuro del gigante malato, il Mercatone, sul Teatro Gesualdo (che con ogni probabilità vedrà una società romana in capo ad un nome noto), sulla sicurezza delle scuole etc. etc. Nodi che troveranno il districo della matassa non per il momento, ma che ad ogni modo continuano a riaprire ferite all’interno esecutivo Galasso in procinto di essere smembrato o forse ricompattato. Il tempo è maturo, le facilitazioni ci sono state (le dimissioni di Iermano), gli aut-aut pure. Mettere mano alla giunta cittadina non sarà cosa facile considerate le premesse. E tra l’altro, a detta del sindaco Galasso, non sarà nemmeno così scontato. Intanto i partiti del centrosinistra ci provano a ridisegnare lo scacchiere. Nelle segrete stanze si continua a parlare. Qualche tassello è stato inserito, almeno è quello che si riesce ad ‘origliare’ in un palazzo che fa gola a molti. Se fino a qualche giorno fa non è mancato chi metteva innanzi il nome della consigliera Enza Ambrosone come papabile a ricoprire l’incarico di assessore alla Cultura, col passare delle ore tale ipotesi sembra perdere di consistenza. Lo stesso vale per chi, tempo addietro, aveva avanzato in previsione di un probabile rimpasto il nome di Elvira Lenzi anche per venire incontro all’esigenza ‘rosa’. Nessuno esterno, sembrano dire i ribelli di via Tagliamento, altrimenti gli abbandoni confluiranno in un gruppo autonomo. Ma è davvero così o si tratta di una male lingua o di un ennesimo bluff per rivendicare ‘promesse’ non mantenute? Anche se, è pur vero, che la ‘lezione’ offerta a Palumbo forse smorzerà un po’ i toni polemici. Secondo i bene informati ci sarebbero possibili ingressi di cui si è fatto un gran parlare. Stando alle voci, i tecnici (Petracca – ma la sostituzione di quest’ultimo è in forse -, Pennetta e Barile) dovrebbero lasciare lo scranno consegnando il testimone nelle mani di qualche consigliere di Piazza del Popolo. Si parla ancora una volta di Antonio Genovese ma con delega ai Lavori Pubblici attualmente gestita dal diessino Ivo Capone, Guido D’Avanzo al Personale. La Cultura del dimissionario Iermano dovrebbe andare ad un uomo della Quercia e qualcuno parla di Capone. Si allontana la promozione quale futuro braccio destro di Galasso, per il segretario cittadino dei Ds Gerardo Adiglietti ormai nel mirino per tre incarichi in enti di servizio. Si avvicina e prende forma, invece, la super promozione del fedelissimo giudittiano Nicola Micera sempre più vicino alla poltrona di vice sindaco che a breve sarà abbandonata – così si sente dire – dal ‘contestato’ Spina stanco dei tira e molla messi in piazza dal suo stesso partito. A questo punto se l’intesa dovesse andare in porto, l’Udeur potrebbe non avere chances all’Ato. Ma tutto è da vedere considerati gli enti prossimi al rinnovo come l’Alto Calore Patrimonio e Servizi, e qualche Comunità Montana. In politica, si sa, due più due fa tre. Ma siamo certi che i tasselli che mancano per la quadratura del cerchio troveranno la giusta casella all’indomani di una notte settembrina che partorirà una strategia comune tesa ad attutire il colpo … in nome di una ritrovata unità. (Di Teresa Lombardo)

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