Ruolo degli enti montani, Solimine: “Procediamo all’ammodernamento”

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Uncem – Le Comunità Montane dovranno diventare soggetti politico-istituzionale e non rimanere assegnatarie di deleghe. Un invito a riflettere sul valore sociale, economico e culturale della montagna per porlo a fondamento di una visione moderna e innovativa degli Enti montani. L’assessore regionale Andrea Cozzolino è intervenuto all’incontro che si è svolto lo scorso 20 giugno presso la sede dell’Uncem Campania a conclusione del confronto organizzato, appunto, dall’Unione Nazionale Comuni ed Enti Montani, in vista della modifica ed integrazione della legge regionale 11/96. L’assessore ha confermato la disponibilità ad incontrare le parti interessate per decidere insieme la strada da intraprendere per dare un futuro certo alle Comunità Montane. Ha lanciato l’idea di un grande appuntamento programmatico da svolgersi in autunno proprio per definire il percorso lungo il quale incamminarsi. Ha parlato, infine, della necessaria individuazione dei criteri obiettivi per la distribuzione equa delle risorse a tutti gli Enti montani. Il quadro di sintesi, che è emerso dalla discussione, parte da una valutazione fondamentale: gli Enti montani sono stati penalizzati dalla ridotta considerazione istituzionale registrata negli anni scorsi, perciò non sono in grado di funzionare in modo efficiente e chiedono nuovi strumenti per poter esercitare meglio le competenze già assegnate e quelle che saranno loro riconosciute. Il punto dal quale partire è politico, nel senso che alle Regioni si chiede una maggiore attenzione verso le zone interne, ma anche tecnico, perché occorre individuare le deleghe, le funzioni e creare i presupposti per l’assunzione, dove necessario, del personale e per l’organizzazione degli operai. Dare risposte alla popolazione in termini occupazionali è una esigenza primaria, tenuto conto che le Comunità Montane rappresentano l’unione di piccoli comuni che vivono i problemi tipici delle zone interne del Mezzogiorno. Una operazione complessa, che non può essere eseguita attingendo dall’attuale quadro normativo. Occorre, insomma, rivedere il ruolo istituzionale da assegnare agli Enti, sradicando antiche congetture assolutamente non adeguate a quello che oggi gli Enti montani sentono di rappresentare. E’ stato anche sottolineato un “no” secco ad ipotesi di sub-alternità rispetto alla egemonia delle Province. E su questo argomento è stata registrata la forte presa di posizione di Cozzolino, il quale l’ha bocciata senza mezzi termini. “Idea forza per lo sviluppo armonico dell’Italia” è stato, dunque, il tema scelto dagli organizzatori e rispetto al quale sono stati chiamati al confronto tutti i presidenti delle Comunità Montane della Campania. L’appuntamento era per le 16,30 a Vietri Sul Mare. I lavori sono stati introdotti da Donato Cufari, presidente Uncem per la Campania ed ispiratore dell’incontro. Giuseppe Solimine, presidente della Comunità Montana dell’Ufita è intervenuto per dare atto all’assessore Cozzolino di aver deciso di mettere mano all’adeguamento della legge 11, riguardante la delega in materia di economia, bonifica montana e difesa del suolo, con lo scopo di procedere all’ammodernamento degli Enti montani. Si è detto favorevole alla costituzione dell’osservatorio per il monitoraggio delle attività svolte dalle Comunità Montane e sul Contratto integrato regionale, riguardante gli operai idraulico-forestali, ha affermato che rappresenta un buon modo per iniziare una discussione di merito e per dare risposte più concrete ai lavoratori. Anche se sul piano della innovazione si poteva fare meglio. Non è mancata una osservazione polemica nei confronti dell’assessore Marco Di Lello, che avrebbe, nei fatti, lavorato per emarginare le Comunità Montane. Gaetano Sicuranza, presidente della Comunità Montana Altirpinia ha condiviso le opinioni espresse da Solimine e si è augurato che vanga finalmente data una risposta all’interrogativo che ognuno si pone da 27 anni: qual è il ruolo degli Enti montani? Su posizioni diverse il presidente della Terminio-Cervialto, Nicola Di Iorio, il quale ha contestato alcuni passaggi relativi al contratto integrato regionale e l’ipotesi riguardante la istituzione dell’osservatorio sugli Enti montani. Sono intervenuti, inoltre, Bruno Casamassa, Andrea Cirillo, vice-presidente Uncem nazionale e numerosi presidenti delle Comunità Montane della provincia di Napoli e Salerno.

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