Le persone con disabilità in Italia iscritti alle liste di collocamento sono oltre 556.000, per la maggioranza residenti al Sud (63%). Questi i dati riguardanti il rapporto ‘disabilità e lavoro’ presentati in Campidoglio, all’interno delle iniziative per la settimana nazionale della sclerosi multipla. “Emerge una situazione lavorativa per i disabili ancora complessa e difficoltosa – precisa Vittorio Napolillo -. Secondo il monitoraggio del novembre 2005 dell’ISFOL, Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale ‘oltre 500 mila i disabili iscritti nelle liste, 270 mila quelli che di fatto sono disponibili per un impiego. Per la maggior parte risiedono al nord (51,6%), molto meno al centro (18,4%) e al sud (35,6%). Tra i giovani disabili occupati la grande maggioranza (circa il 70%) ha un impiego come lavoratore dipendente e solo nel 3,5% dei casi figura tra i quadri direttivi e dirigenziali. Il 20% lavora in proprio o è libero professionista oppure imprenditore (contro il 21,5% dei giovani non disabili), mentre i lavoratori atipici sono quasi il 5% (contro il 9% degli altri giovani). Il giovane lavoratore disabile, se ha un impiego, mette però in conto il rischio di perderlo (14%) e di doverlo cambiare (20%) a causa delle proprie condizioni fisiche e se è in cerca di occupazione sa che potrebbe non trovarla (33%) oppure che potrebbe essere costretto ad accettare un lavoro non all’altezza delle proprie aspettative (47%)”.
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