Avellino – Per i lavoratori della Sanità Pubblica Irpina sono venute meno le norme di garanzia previste dai contratti nazionali di lavoro. Per i disoccupati che aspirano all’avviamento al lavoro sono venute meno le regole dettate dalle leggi in materia concorsuale. Per gli utenti è venuto meno il diritto all’uguaglianza, principio che la Sanità pubblica sarebbe tenuta a garantire a tutti nell’erogazione delle prestazioni. Un quadro, quello descritto dal segretario provinciale della Fials Confsal di Avellino, Lucio De Vincentis, “…che penalizza e mortifica tutti, lavoratori e non, con inevitabili riflessi negativi a danno degli utenti per i quali oltretutto è venuto meno, in primis, il principio fondamentale ed essenziale del diritto ad essere curati tutti allo stesso modo e con quella scrupolosità e particolarità che il Servizio Sanitario è tenuto a garantire. A cosa servono le Conferenze dei Servizi, le carte dei Servizi Pubblici Sanitari, i Libretti Informativi per gli utenti, se ciò che si programma o si scrive a mò di impegno non viene poi mantenuto? Oggi se l’utente è benestante e può permettersi di pagare, allora può farsi assegnare anche una camera, scegliersi il professionista che preferisce, consentirsi una assistenza veramente adeguata alla cura della patologia o alle esigenze del momento. Altrimenti viene mantenuto in reparto il tempo strettamente necessario, viene operato e mandato subito a casa e se vuole essere ricontrollato deve passare preventivamente per la cassa. E allora dov’è la differenza tra pubblico e privato?”. Unica la soluzione a questo stato di cose: “Ai tagli regionali si risponda eliminando gli sprechi, non penalizzando i lavoratori e gli utenti”.
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