Avellino – Bertinotti star, i giovani pure e… il partito va

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Un leader in giacca e cravatta, poi senza, che si rimbocca le maniche e inizia a discutere con il suo popolo: i giovani. Fausto Bertinotti infiamma la sala gremita del Samantha della Porta su temi e su contenuti che sono ‘l’anima’ di Rifondazione Comunista.
Spronato dal giornalista irpino Enrico Fierro battezza – termine forse improprio per il linguaggio comunista – la fase nuova del partito in provincia di Avellino. Un riconoscimento al giovane Gennaro Imbriano e al gruppo dirigente locale. Poi, i temi cari al partito ‘rosso’: vincere per mandare Berlusconi a casa, reo di aver consolidato il capitalismo “onnivoro” e fagocitante delle classi più deboli.
Il sistema dell’evasione fiscale, scelto come tutela dei più forti a danno dei “piccoli”. Applausi a scena aperta quando Bertinotti ha esclamato: “Si va in galera per uno spinello, e non per il falso in bilancio”. Sollecitato ancora dall’arguta domanda di Fierro sull’obiettivo felicità della politica, il leader di Rc, affonda la sua lama: “Ho qualche dubbio che la politica debba proporsi tale domanda. Credo che la stessa debba perseguire l’obiettivo della liberazione da ogni forma di sfruttamento psicologico, fisico, ed economico”.
La liberazione innanzitutto dal capitalismo “che spesso compra… te stesso. Chiede di assumerti tutto nel processo quotidiano, colonizzando la forza lavoro, la materia organica. Un rischio per l’umanità”. Non poteva non mancare nell’intervento accorato un passaggio sui fatti del G8: su quest’aspetto, Bertinotti ha rilanciato sulla Commissione di Inchiesta per cercare la verità di un fatto e non solo. Verità fondamentali, per riscoprire la vera storia, la vera dimensione della politica, per lavorare a costruire il soggetto nuovo che riapra la contesa non solo con Berlusconi ma con il ‘dannato’ capitalismo. Un Bertinotti apparso sempre grintoso e con il carisma del trascinatore: moderato nel linguaggio, sanguigno nei gesti e nella comunicazione. Passaggi forti come il messaggio rivolto ancora una volta all’avversario Silvio Berlusconi che “dovrebbe dire a Bush : occupati del tuo Paese perché del mio ce ne occupiamo noi”. Una sorta di invito all’autonomia tra Stati che hanno un unico filo conduttore: capitalismo, guerra e “perdita di consenso”, e … poche prospettive per il domani. Per quel futuro negato ai giovani sempre più ‘precari’. Ai suoi giovani ancora una volta l’invito a non abbassare la guardia dinanzi alle disuguaglianze. Dinanzi ai disastri ambientali. Dinanzi alle razzie e rapine. Stop alle centrali termoelettriche. Un riferimento che va dritto all’Irpinia che vuole rinascere dalle macerie.

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