Pena di morte contro stupratori ed assassini: la Svizzera dice sì

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La Svizzera potrebbe presto diventare il primo Paese europeo ad avere la pena di morte. Per ora questo scenario è ancora lontano, ma nel Paese è arrivato il primo via libera formale all’iniziativa popolare che vuole ripristinare la pena capitale per chi si macchia di un assassinio accompagnato da abusi sessuali: i promotori del controverso testo possono infatti avviare la raccolta delle firme necessarie per sottoporlo al voto popolare, ha stabilito a Berna la Cancelleria federale, competente in materia.
Intitolato “Pena di morte in caso di assassinio in concorso con abusi sessuali”, il testo afferma che “…chiunque commette un omicidio intenzionale o un assassinio, in concorso con atti sessuali con fanciulli, coazione sessuale o violenza carnale, perde il diritto alla vita ed è punito con la pena di morte”.
Secondo il promotore principale Marcel Graf, le persone all’origine del progetto non fanno parte di un movimento politico, ma sono parenti o conoscenti di una vittima. Il parlamento svizzero potrà invalidare il testo, che ha già scatenato una valanga di reazioni, se si dovesse ritenere che viola il diritto internazionale imperativo.

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