CM A. Irpinia e Partenio: equilibri incerti tra conferme e ribaltoni

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Calitri – Sono giorni di fibrillazione, questi, per i sindaci dei Comuni che afferiscono alla Comunità montana Alta Irpinia. Domani, con la riunione del Consiglio generale, si insedierà la nuova Giunta dell’Ente altirpino, frutto dell’accordo bipartisan che soltanto la settimana scorsa aveva portato all’indicazione (e riconferma) di Giuseppe Di Milia (UdC), sindaco di Calitri, alla presidenza dell’Ente, e del primo cittadino di Lacedonia, Mario Rizzi (recentemente allontanatosi dal Pd) alla vice presidenza dell’Ente di Calitri.
Un accordo trasversale, si diceva (al termine di un lungo periodo di commissariamento, ndr), che nasceva dalla preoccupazione per il provvedimento di sospensione dei lavoratori messo in campo dal commissario prefettizio, in osservanza delle norme regionali.
Ma con le rassicurazioni giunte giovedì dalla Regione Campania – che ha messo sul piatto 35 milioni di euro pronta cassa e 111 milioni a media e lunga scadenza per salvaguardare i posti di lavoro e rilanciare un comparto montano – il Governo ‘emergenziale’ proposto per l’Ente montano potrebbe non avere più ragion d’essere.
Anche se è difficile solo ipotizzare uno scenario chiaro che veda in seno all’Ente di Calitri una maggioranza politica ben definita (le forze del centrodestra e del centrosinistra in pratica si equivalgono), non è detto che nel corso dell’assemblea di lunedì, sindaci e delegati che si riconoscono nella maggioranza che regge Palazzo Caracciolo tentino di ribaltare quanto sottoscritto pochi giorni fa.
Oltre a Di Milia e Rizzi, fanno parte dell’Esecutivo dell’Ente anche i sindaci Michele Forte del PdL (Sant’Angelo dei Lombardi), Vito Farese del Pd (Conza della Campania) e Antonio Caruso del Pd (Andretta).
La posizione di questi ultimi potrebbe in qualche maniera vacillare in favore di quelle rappresentanze politiche e territoriali (si veda ad esempio Noi Sud) che non hanno avuto spazio nella composizione dell’accordo bipartisan.
E’ il caso di Francescantonio Rossi, consigliere provinciale di Noi Sud e delegato del comune di Guardia Dei Lombardi, che, nel commentare l’accordo della settimana scorsa, aveva parlato di “… passo indietro (da parte del partito di Iannaccone e Scotti, ndr) fatto solo ed esclusivamente per tutelare i 160 lavoratori. Nonostante questo nessun altro (PdL e UdC, ndr) ha mostrato la stessa sensibilità. Non ne facciamo un dramma – ha chiarito Rossi – ma vogliamo almeno dimostrare la nostra serietà rispetto a questioni ben più importanti dei giochi politici. Tuttavia, e sia chiaro, si tratta di posizioni momentanee”.

CM PARTENIO VALLO LAURO – Anche alla Comunità montana Partenio Vallo Lauro potrebbero mutare gli scenari e gli equilibri politici delineati non più di due settimane fa quando 14 tra sindaci e delegati (su un totale di 24) avevano richiesto le dimissioni del presidente e sindaco di San Martino Valle Caudina Pasquale Ricci (Pd). Quel fronte granitico (formato da rappresentanze in quota UdC, PdL e AdC), stando ai bene informati, sembrerebbe mostrare le prime crepe se si tiene conto anche della posizione di alcuni Comuni, come Avella e Lauro, che in questi giorni stanno vivendo una crisi interna di Governo.
In questa direzione il segretario del Pd irpino, Caterina Lengua, si è attivata per riprendere in mano il bandolo della matassa, convincendo tutti i sindaci del Pd a scendere in campo in prima persona e magari provando a raggiungere un’unità di pensiero anche con quei Comuni (Santa Paolina, ndr) che pur appartenendo politicamente allo schieramento di centrosinistra, si stanno defilando dalle posizioni dei ‘democratici’ nei vari Enti di servizio.

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