“L’acqua non si vende”: a Castelfranci la raccolta firme dei Gd

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Domenica 2 maggio a Castelfranci in p.zza Municipio sarà allestito un banchetto di raccolta firme per la proposta referendaria, promosso dal circolo dei Giovani Democratici locali.

“Nello scorso week-end, data d’inizio della raccolta firme contro la privatizzazione dell’acqua, sono state raccolte oltre 100mila firme in tutta Italia. Una partenza straordinaria per i referendum per l’acqua pubblica. Più che raddoppiato l’obiettivo che il Comitato promotore si era dato alla vigilia del lancio. Una mobilitazione impressionante che ha visto lunghe file ai banchetti di tutte le città e dei paesi. Un folla consapevole e determinata, che in alcuni casi ha fatto anche diversi chilometri per trovare il banchetto più vicino a casa. Oltre 12mila firme in un solo giorno in Puglia, 10mila a Roma, 4mila firme a Torino città, 3500 a Bologna, 2500 a Milano. Dati confortanti dalle piccole città: 4200 firme a Savona e provincia, 2mila firma a Latina e Modena, oltre 1500 ad Arezzo e Reggio Emilia. Dati sorprendenti sui paesi 1300 firma ad Altamura, 850 a Lamezia Terme. Molti sindaci e amministratori hanno firmato in piazza, tra cui i sindaci di Ravenna ed Arezzo (entrambi Pd). In Molise Monsignor Giancarlo Bregantini (Arcivescovo metropolita di Campobasso) ha firmato in rappresentanza dei 4 vescovi delle Diocesi della Provincia”.

Ora la raccolta delle firme si sposta anche in Alta Irpinia, dove il circolo territoriale dei Giovani Democratici, coordinato da Natalie Tolino, ha organizzato per l’intera mattina del 2 maggio (dalle 9 alle 14.00) la raccolta firme in p.zza Municipio. All’iniziativa prenderanno parte anche gli esponenti locali del Partito. Non a caso l’iniziativa prende piede nel comune della Media Valle del Calore, dove appunto, in passato l’acqua rappresentava non solo un elemento naturalistico, bensì, anche un fattore economico, vista la presenza di innumerevoli Mulini. L’intento è innanzitutto accedere una finestra di attenzione anche in un piccolo comune come Castelfranci, che però da sempre, ha risposto in maniera attenta alle sollecitazioni alle quali veniva sottoposto, soprattutto quando si parla di salvaguardia dei diritti elementari dei cittadini.

Alcune informazioni della campagna referendaria

Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, costituito da centinaia di comitati territoriali che si oppongono alla privatizzazione, insieme a numerose realtà sociali e culturali ha deciso di promuovere 3 quesiti referendari, depositati presso la Corte di Cassazione di Roma mercoledì 31 marzo 2010. Sosterranno tale iniziativa anche diverse forze politiche. I tre quesiti vogliono abrogare la vergognosa legge approvata dall’attuale governo il 1 novembre 2009 e le norme approvate da altri governi in passato che andavano nella stessa direzione, quella di considerare l’acqua una merce e la sua gestione finalizzata a produrre profitti. Dal punto di vista normativo, l’approvazione dei tre quesiti rimanderà, per l’affidamento del servizio idrico integrato, al vigente art. 114 del Decreto Legislativo n. 267/2000. Tale articolo prevede il ricorso alle aziende speciali o, in ogni caso, ad enti di diritto pubblico che qualificano il servizio idrico come strutturalmente e funzionalmente “privo di rilevanza economica”, servizio di interesse generale e privo di profitti nella sua erogazione. Verrebbero poste le premesse migliori per l’approvazione della legge d’iniziativa popolare, già consegnata al Parlamento nel 2007 dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua, corredata da oltre 400.000 firme di cittadini. E si riaprirebbe sui territori la discussione e il confronto sulla rifondazione di un nuovo modello di pubblico, che può definirsi tale solo se costruito sulla democrazia partecipativa, il controllo democratico e la partecipazione diretta dei lavoratori, dei cittadini e delle comunità locali.

In sintesi questi i 3 quesiti referendari:
1) Fermare la privatizzazione dell’acqua
2) Aprire la strada della ripubblicizzazione
3) Eliminare i profitti dal bene comune acqua.

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