VALLO LAURO- “Nonna, sono in Caserma, papà e mamma sono nei guai”. E’ più o meno il tenore della telefonata che la mattina del sedici giugno scorso giunge sull’ utenza di una ultraottantenne di Pago Vallo Lauro. Dall’ altro capo del telefono, con voce dal tono concitato c’è qualcuno che asserisce di essere il nipote, in quel momento in una Stazione dei Carabinieri dove si trovavano la mamma e il papà a causa di una grave vicenda giudiziaria. Pochi secondi e all’anziana parla, sempre al telefono, un uomo che si qualifica come maresciallo dei Carabinieri, che gli prospetta un imminente rischio di arresto per figlio e nuora e la avvisa che solo rendendo disponibili oro e contanti nella sua disponibilità, avrebbe potuto salvarli. Ne’ nipote ne’ maresciallo dei Carabinieri in realtà sono le persone che erano dall’ altra parte della cornetta. Si stava consumando solo una truffa all’ultraottantenne. I nomi di nipote, figlio e nuora però sono veri. L’anziana cade in uno stato di agitazione, il finto maresciallo dei Carabinieri gli annuncia che da li’ a poco sarebbe arrivata una persona a cui doveva consegnare contanti e tutti i preziosi che deteneva. Dopo qualche minuto effettivamente qualcuno bussa al citofono della casa di Pago Vallo Lauro. Un giovane, che una volta entrato in casa si fa consegnare contanti e gioielli, mentre il finto maresciallo invece continua a restare in linea per dare indicazioni all’ anziana su cosa fare. L’ultraottantenne consegna una somma di 1200 euro in contanti e oro, diamanti e gioielli che sarebbero ammontanti a circa due chili di preziosi. Un bottino ingente per i malviventi, che però non sono ancora soddisfatti. L’anziana ha una catenina d’oro al collo, quella che il malvivente, sempre in contatto con il falso maresciallo, torna indietro per recuperare. La vittima però non gliela consegna, poiché nel frattempo è arrivato un suo familiare, che comprende come fosse un atto una truffa. Il malvivente entrato in casa si dilegua a bordo di una vettura guidata da un complice.
LE INDAGINI
Dopo la querela sporta dell’anziana, gli agenti del Commissariato di Polizia di Stato di Lauro avviano gli accertamenti. Fondamentali sono le telecamere di sorveglianza attive nell’abitazione e quelle raccolte dal personale di Via dei Platani da telecamere pubbliche e private. In poche ore in mano agli agenti della Polizia di Stato c’è la vettura usata per compiere la truffa, noleggiata a Napoli e i probabili autori del raid. L’anziana riconosce uno di loro. Si tratta di un trentaquattrenne originario di Acerra, già sottoposto all’obbligo di firma per una truffa. A noleggiare la vettura usata per giungere da Napoli nel Vallo di Lauro, invece, un trentaduenne originario di Scampia. Alla fine sono loro due i materiali esecutori della truffa. Le indagini portano anche ad un ventottenne sempre residente a Scampia. Dagli esiti delle indagini degli agenti del Commissariato di Lauro arriva la richiesta di misura cautelare della Procura di Avellino. Serve però l’interrogatorio preventivo, quello celebrato qualche giorno fa davanti al Gup del Tribunale di Avellino Antonio Sicuranza. L’accusa nei confronti dei tre indagati e’ quella di truffa aggravata dalla minorata difesa dell’anziana vittima. La richiesta della Procura è quella della misura cautelare in carcere per i tre indagati.
GLI ARRESTI
All’alba di ieri il personale del Commissariato di Lauro, agli ordini del commissario Gianmarco Galdo, ha eseguito una misura cautelare nei confronti dei due presunti autori materiali della truffa e di un terzo soggetto, che per conto dell’organizzazione dedita alla truffa, procacciava “personale” da impiegare nelle frodi a casa degli anziani. Si tratta di un trentaquattrene e un ventottenne di Scampia e un trentaquattrenne di Acerra, i primi due con mansioni operative e il terzo come procacciatore di persone da impiegare nelle frodi. Tutti sono destinatari della misura firmata dal Gip Sicuranza. La trasferta da Scampia per il terzetto di truffatori finisce in carcere. Per il giudice si tratta di una struttura e di un’ organizzazione e di una truffa organizzata ( il numero della vittima, i nomi dei familiari) non un fatto occasionale ne’ contributi singoli al gruppo da parte dei tre indagati. Per cui la misura più idonea è quella del carcere.
IL PRECEDENTE POCHI GIORNI PRIMA
Si tratta del secondo colpo assestato ai truffatori di anziani da parte della Polizia e degli agenti agli ordini del commissario Gianmarco Galdo in pochi giorni. Solo una settimana fa erano stati individuati in poche ore e arrestati dal personale del Commissariato di Ps di Lauro i due autori di una truffa ad un’anziana di Lauro.
Redazione Irpinia
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