Sopralluogo choc al Teatro Gesualdo: bivacchi, vandalismi e crolli

0
365

A poco più di due settimane dal concerto sold-out di Brunori Sas, il Teatro Carlo Gesualdo di Avellino si presenta come un fantasma di se stesso, ferito da vandalismi, incuria e degrado strutturale. Almeno tre episodi di effrazione sono stati registrati negli ultimi dieci giorni, ma il sospetto degli amministratori è che le incursioni siano state molto più frequenti. Ignoti hanno forzato una delle porte antipanico, trasformando la platea del massimo teatro cittadino in un bivacco. Sulla moquette sono stati rinvenuti mozziconi di sigaretta, lattine di birra, carta e, in un dettaglio che più di ogni altro racconta il livello di degrado, persino dei calzini.

Ma lo scenario più allarmante si cela dietro le quinte. Nella zona degli uffici, il sopralluogo effettuato dagli assessori alla Cultura Luca Cipriano e ai Lavori Pubblici Enza Ambrosone ha rilevato gravi criticità: umidità di risalita, intere porzioni di intonaco crollate, arredi danneggiati e diverse luci rimaste accese chissà da quanto tempo. Stanze probabilmente chiuse da anni, avvolte da ragnatele e sporcizia, testimoniano un totale e prolungato stato di abbandono. Di fronte a questo quadro desolante, l’assessore alla Cultura Luca Cipriano non ha usato mezzi termini, definendo il sopralluogo una dolorosa “operazione verità”. “Purtroppo sapevamo e ci eravamo accorti che il teatro fosse stato completamente abbandonato dalle politiche pubbliche di questa città”, ha esordito Cipriano, visibilmente scosso. “Abbiamo voluto, con grande sofferenza, aprire le porte del Carlo Gesualdo alla città per mostrare il punto da cui ripartiamo. Queste immagini rappresentano proprio il punto di partenza da cui l’amministrazione Pizza deve muoversi. Fanno male e feriscono, soprattutto chi, come me, ha avuto la responsabilità di guidare questo teatro dieci anni fa”. Per l’assessore, il degrado non è solo fisico, ma culturale: “In questo luogo non si sono più tenute vere e proprie stagioni teatrali negli ultimi dieci anni; non si è lavorato per le scuole né per i laboratori didattici. È venuto a mancare quel fermento che aveva consentito al Carlo Gesualdo di diventare un’eccellenza locale”. Nonostante lo sconforto, la macchina amministrativa si è già messa in moto. “Da oggi pomeriggio partiranno una serie di interventi per rendere fruibili la sala e il palcoscenico, garantendo il regolare svolgimento degli spettacoli in programma”, ha rassicurato Cipriano. “Dalla prossima settimana, la giunta adotterà un piano articolato per riaprire, al di là delle tante chiacchiere e delle fake news, il più importante teatro della nostra provincia partendo da queste macerie”.

Sul fronte strutturale, la situazione non è meno critica. L’assessore ai Lavori Pubblici, Enza Ambrosone, ha confermato che il progetto di rilancio sarà a 360 gradi. “È un teatro da 1287 posti – lo ricordo perfettamente perché nel 2002 l’abbiamo inaugurato con una grande opera lirica – e la città ne ha bisogno se vuole riappropriarsi del suo ruolo di capoluogo”, ha ricordato Ambrosone. Il piano non si limiterà agli interni: “Si occuperà anche della parte esterna, anch’essa fatiscente, del parco retrostante, della terrazza e, infine, degli uffici. Abbiamo un patrimonio che va valorizzato e restituito alla città”. Per quanto riguarda i costi, l’assessore ha anticipato che “saremo più chiari sulla stima economica la settimana prossima”.

Il degrado ha inevitabilmente riacceso le polemiche politiche. C’è chi ha accusato l’attuale giunta di aver “ucciso” il teatro dirottando le risorse sull’estate. Cipriano ha respinto al mittente le accuse con fermezza: “Sinceramente non so se ridere o piangere. Qui ci sono dieci anni di totale abbandono. Le amministrazioni precedenti si sono dimenticate di questa struttura. Gli ‘assassini’ del Carlo Gesualdo sono altrove. Noi abbiamo ereditato queste macerie e dobbiamo mettere in campo soluzioni complesse”. Sulla questione sicurezza, sono state già presentate le denunce per i tre accessi abusivi documentati, ma Cipriano ipotizza che le incursioni siano state molte di più. Alla domanda su come evitare il ripetersi di questi raid, l’assessore ha offerto una riflessione profonda: “La migliore guardiania è rappresentata dalle attività culturali. Quando ero presidente dell’istituzione, venivo qui tutti i giorni e il presidio costante delle persone è stato la migliore difesa. Non si registrò alcun episodio vandalico dal 2010 al 2016. Dobbiamo innescare un meccanismo virtuoso: i cittadini se ne prenderanno cura nella misura in cui il Gesualdo tornerà a essere vivo”. Infine, una rassicurazione sulla gestione futura: niente privatizzazioni. “La governance del Carlo Gesualdo rimarrà pubblica”, ha chiarito Cipriano. “Cercheremo partner tecnici con cui costruire i cartelloni, ma la guida del teatro resterà saldamente in mano pubblica”.