ATRIPALDA- Il Gip del Tribunale di Avellino ha revocato la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di Pellegrino Capaccio, accusato di concorso in tentato omicidio insieme al figlio Giuseppe, detenuto in carcere per uno dei due episodi avvenuti nella sera di Pasqua nel quartiere di Atripalda. Il magistrato ha accolto l’istanza del penalista Alfonso Maria Chieffo, legale dei due indagati, ritenendo che le esigenze cautelari e il rischio di reiterazione in particolare (anche alla luce della confessione resa dal figlio) per Capaccio, anche in ragione delle sue condizioni di salute, sia venuto meno. L’ultimo atto delle indagini coordinate dal pm Giovanni riguardava gli accertamenti tecnici eseguiti al Ris. Le indagini dei Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Avellino avevano già registrato una svolta nell’accertamento sui tre episodi di raid a colpi di arma da fuoco. In particolare il primo evento, quello avvenuto subito dopo la lite in Piazza tra ragazzi. Si tratta di quanto avvenuto sotto l’abitazione dei Capaccio, quando sarebbero giunte due vetture con i familiari delle persone che avevano avuto la lite in Piazza. Nei loro confronti Giuseppe Capaccio avrebbe prima puntato la pistola e successivamente dal balcone di casa avrebbe esploso diversi colpi con una calibro 7,65, quella poi ritrovata dai Carabinieri nella stessa sera del 5 aprile scorso. Proprio dalle indagini dei militari della Compagnia di Avellino, grazie ad una delle due vetture attinte dai colpi di arma da fuoco, compatibili con quelli della calibro 7,65 sequestrata. Le indagini sono ancora in corso. I Carabinieri hanno però individuato tutte le persone che erano presenti, oltre alla famiglia Romano, altri quattro soggetti, tra cui due donne.
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