“Fata nostra, i destini che abitiamo”, mostra collettiva pittorica a Montemiletto

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In occasione di “Si qua fata sinant”, Montemiletto si prepara ad accogliere una nuova iniziativa dedicata all’arte contemporanea e alla valorizzazione del territorio: la mostra collettiva pittorica “Fata nostra, i destini che abitiamo”, in programma il 4, 5 e 6 settembre 2026 presso il Chiostro del Comune, in Via Roma a Montemiletto (AV). Un titolo che richiama l’antica espressione latina Si qua fata sinant “se i destini lo consentono” per aprire una riflessione sul rapporto tra destino, identità, memoria e libertà.

La mostra riunisce 18 artisti, chiamati a confrontarsi con un tema tanto antico quanto profondamente contemporaneo: il destino che ciascuno di noi eredita, attraversa e, in qualche modo, contribuisce a costruire.
Espongono:
Alessandro Follo, Alessandra De Luca, Alfredo Mojo Raimondi, Antonella Festa, Antonio Restaino, Dina Pascucci, Dorotea Virtuoso, Filomena Immediata, Gaetano Maffeo, Generoso Vella, Giuseppe Amoroso De Respinis, Giusy Cozzo, Ines De Leucio, Lucio Finale, Nicolina Giammarino, Francesco Roselli, Vittorio Termini.

“Fata nostra” diventa così un invito a guardare al destino non soltanto come qualcosa di già scritto, ma come uno spazio da abitare, interpretare e trasformare. Un destino fatto di luoghi, relazioni, radici, scelte, incontri e memorie. Attraverso linguaggi pittorici differenti, gli artisti offriranno al pubblico una pluralità di visioni, sensibilità e percorsi, trasformando la mostra in un dialogo tra opere e territorio. Montemiletto diventa parte integrante del racconto artistico: non semplice scenario, ma luogo della memoria e dell’identità, capace di mettere in relazione passato e presente, tradizione e contemporaneità.

Ad arricchire le tre giornate:
– Performance artistica di Body Painting “VERBA VELATA” di Vivian Belmonte, docente e artista;
– Musiche dal vivo del M° Pasquale Termini, violoncellista.

La mostra è a cura di Emanuela Conforti, l’allestimento è a cura di Tina Sprintoso, ed è inserita nel programma di “Si qua fata sinant”, manifestazione che celebra il rapporto tra comunità, storia, cultura e territorio.
“Fata nostra, i destini che abitiamo” vuole essere, dunque, non soltanto una mostra di pittura, ma un’occasione di incontro e di riflessione collettiva.