UGL esclusa dal tavolo a Palazzo Caracciolo: la Provincia non è un feudo

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vassiliadis
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AVELLINO- “Escludere la UGL da un tavolo istituzionale che riguarda il futuro del lavoro e dello sviluppo della Provincia significa compiere una scelta grave, politicamente miope e profondamente irrispettosa nei confronti di migliaia di lavoratrici e lavoratori che ogni giorno rappresentiamo. È un metodo che respingiamo con forza”. Così il Segretario Provinciale della UGL Avellino, Costantinos Vassiliadis, interviene dopo la decisione del Presidente della Provincia Fausto Picone, di convocare esclusivamente CGIL, CISL e UIL. “Mi chiedo con quale legittimazione istituzionale si possa decidere chi ha diritto di rappresentare i lavoratori- continua Vassiliadis- un territorio ,e chi, invece, debba essere lasciato fuori dalla porta. La Provincia non è proprietà di chi la governa pro tempore e le istituzioni non possono essere utilizzate per costruire tavoli riservati. Chi ricopre una carica pubblica ha il dovere dell’imparzialità. Se si affrontano temi che riguardano il territorio, l’occupazione, le crisi aziendali e le prospettive di sviluppo, tutte le organizzazioni sindacali rappresentative sul territorio devono avere pari dignità. Diversamente, il rischio è quello di trasformare il confronto istituzionale in un esercizio di esclusione, incompatibile con il ruolo che una Provincia dovrebbe svolgere”. E, rivolto al presidente della Provincia, ha ricordato: “Vorrei ricordare al Presidente Picone, che egli ricopre un incarico frutto di un’elezione di secondo livello, affidata da amministratori locali, e non di un’elezione diretta dei cittadini- prosegue Vassiliadis – Proprio per questo dovrebbe avvertire ancora di più il dovere di rappresentare l’intero territorio con equilibrio, imparzialità e rispetto, senza fare distinzioni tra organizzazioni che rappresentano il mondo del lavoro.Le donne e gli uomini della UGL,  non hanno bisogno di inviti, benedizioni o riconoscimenti per svolgere il proprio lavoro. La nostra forza non nasce dentro i palazzi, ma nei luoghi di lavoro, accanto alle lavoratrici, ai lavoratori, ai giovani, ai pensionati, nelle vertenze, nelle aziende, nei cantieri, in ogni realtà dove ci sono diritti da difendere. Sia chiaro un punto: la UGL non ha bisogno dell’autorizzazione di nessuno per difendere i diritti.  Pretendiamo che il Presidente Picone spieghi pubblicamente ai cittadini e ai lavoratori quali criteri abbia adottato per escludere la UGL. Il pluralismo sindacale non è una concessione, ma un principio che va rispettato. Se qualcuno immagina di poter scegliere con chi confrontarsi, ignorando gli altri, sappia che troverà nella UGL un’opposizione ferma, determinata e senza alcun timore reverenziale.La UGL continuerà a difendere i diritti dei lavoratori e gli interessi del territorio con la schiena dritta, senza chiedere permessi, senza cercare protezioni e senza dipendere dalla benevolenza di alcuna istituzione. Per noi conta una sola cosa: dare voce a chi lavora a chi a lavorato e a chi un lavoro lo sta cercando.  E quella voce nessuno riuscirà a metterla a tacere”.