“Pe’ terre assaje luntane…” la storia dell’emigrazione in America nel segno della Madonna della Carita’

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MOSCHIANO- Il rigore del Fisico con indirizzo cibernetico e la passione per la storia e le tradizioni del suo paese. Partendo dalle origini tra fine ottocento e novecento di quella scelta, che lui ha compiuto circa quaranta anni fa, di lasciare la terra di nascita per l’America, senza però perdere mai le radici e il contatto con la comunita’ di origine. Sono due degli elementi evidenti nella lettura delle 121 pagine di “Pe’ terre assaje luntane…” il libro su quaranta anni di emigrazione da Moschiano agli Stati Uniti (1880-1920). Una ricerca a cui Carmine Manfredi ha dedicato circa un anno di studio, recuperando dati e creando statistiche sui flussi migratori dal suo comune di origine, Moschiano, agli Stati Uniti. Qualche giorno fa il suo libro è stato anche presentato, grazie al sostegno del Comune di Moschiano e al Forum dei Giovani. Del resto e’ proprio per lasciare una traccia alle future generazioni, incoraggiarle, che e’ nata una ricerca dove i dati e le storie si incrociano. E come sempre il dato di maggiore interesse, anzi che accomunati gran parte degli emigrati, non poteva che essere la fede. A Moschiano e’ rappresentata dalla profonda devozione per la Madonna della Carita’. Nel bagaglio degli emigrati non c’erano solo cose materiali ma anche il profondo legame con la Madonna, una traccia che Manfredi ha seguito sia per Brooklyn che in altre due realtà del Rhode Island.
I MOSCHIANESI IN RHODE ISLAND
Come documentato con atti ufficiali dallo stesso Manfredi, all’ inizio del 1900, oltre a New York e dintorni, Providence e Bristol, nel Rhode Island, erano due delle destinazioni più comuni scelte dagli emigranti di Moschiano. Tra il 1880 e il 1920 erano circa 60 i moschianesi che dichiararono nella lista passeggeri che, una volta arrivati in America, sarebbero andate lì. “Questi rappresentano circa il 10% di tutte le persone trovate, ma sicuramente ve ne sono molti di più. Altri ancora si trasferirono lì in seguito, dopo aver inizialmente vissute altrove.La maggior parte di coloro che andarono a Providence si stabili lungo Douglas Avenue nelle strade circostanti, nella zona della città chiamata Eagle Park, uno dei punti con la più alta densità di emigranti italiani. E qui entra in campo tutto il rigore del Fisico, snocciolando addirittura cognomi e indirizzi: i Manfredi, i Santoro, i Buonaiuto Alcuni altri si stabilirono in case lungo Admiral Street. nelle strade diacenti, ma tuttí erano nella stessa zona. Dai documenti raccolti da Manfredi: “Addeo Eugenio, un uomo cattolico molto altruista e devoto, che viveva in quella zona, si prodigò in alcune iniziative a lorofavore, soprattutto a favore degli emigranti di Moschiano. Nel 1909 promosse la fondazione di una società benefica intitolata a Madonna della Carità, chiamata Società di Mutuo Soccorso Maria Santissima della Carità, con l’obiettivo di aiutare i nuovi arrivati o quelli già residenti e bisognosi. Tuttavia, come si sarebbe scoperto in seguito, i suoi sogni erano troppo grandi. II suo piano, infatti, prevedeva anche la costruzione di una chiesa nel quartiere di Eagle Park della città dedicata alla Madonna della Carità di Moschiano. Quell’area faceva allora parte della parrocchia di Sant ‘Anna e molti parrocchiani, guidati da Eugenio Addeo, chiesero al vescovo dell’epoca, tramite il loro parroco Mons. Antonio Bove, di origine italiana, di costruire questa chiesa. Già in quel periodo, gli emigranti moschianesi della zona celebravano ogni anno la festa della Madonna della Carità
durante il mese di maggio. In attesa dell’approvazione per la costruzione della chiesa, Eugenio e altri emigranti costruirono inizialmente”. A bloccare questo progetto ci fu un evento che ha segnato la storia degli Stati Uniti, come racconta Manfredi: domenica 21 aprile 1929, vi fu un’assemblea parrocchiale a cui parteciparono oltre 700 famiglie che
vivevano nella zona, e Mons. Bove lesse loro una lettera del Vescovo di Providence, S.E. William Hickey che approvava il loro progetto. Durante l’assemblea, tuttavia, fece notare loro che per costruire la nuova chiesa sarebbero voluti almeno 40-50 mila dollari . Ma la caduta del mercato finanziario nell’ottobre 1929 ci sarebbe stata la Grande Depressione e questa somma era fuori portata per gli emigranti dll’epoca, che avevano si grandi sogni ma pochissime risorse economiche, questo loro sogno non si avverrò mai. Purtroppo, Eagenio Addeo morì nel 1933″. Ma questa è solo una delle storie raccontate nel libro realizzato da Carmine Manfredi
CHI E’ L’AUTORE
Carmine Manfredi è nato a Moschiano dove ha ricevuto la sua prima istruzione scolastica ed ha vissuto fino all’eta di 27
anni. Ha frequentato la scuola media e il ginnasio-liceo presso il Seminario Vescovile di Nola e si è laureato in Fisica indirizzo Cibernetico presso I’Università Federico Il di Napoli. Nel 1980 fu uno dei membri fondatori dell’Associazione Pro Loco Michele Caputo di Moschiano. Durante il decennio 1972-1982 fu uno dei principall artefici di iniziative in Moschiano come Radio Onda Verde, l’Estate Moschianese, la Festa della Castagna e la Fiaccola della Fede. Dopo aver iniziato la sua carriera professionale come programmatore presso la Elcomit a Napoll,
hel 1982 il dottor Manfredi emigrò negli Stati Uniti dove, per oltre 40 anni, ha esercitato la professione di ingegnere informatico presso numerose istituzioni finanziarie di fama mondiale Bankers Trust, Morgan Stanley, Bank of New York Mellon, Merrill Lynch, Bank of America),
aggiungendo il livello di Funzionario con il titolo di Direttore Esecutivo. Durante la sua carriera ha partecipato e guidato lo sviluppo di numerosi sistemi applicativi
avanzati, inclusi quelli per la gestione di Prestiti e Depositi, Prodotti Derivati e Gestione del Rischio, assumendo anche la responsabilità di progetti per il “Prime Brokerage” Sposato con la dottoressa Rosa Cuozzo Manfredi, anche lei originaria di Moschiano, ha tre figli e cinque nipoti e da qualche anno si è ritirato dall’attività lavorativa a tempo pieno. Dedica il suo tempo alla famiglia e a varie ricerche sul suo villaggio d’origine, a cui è rimasto profondamente legato e dove torna ogni anno con la famiglia per trascorrervi qualche mese. È autore del libretto “| Moschianesi alla Grande Guerra” pubblicato nel 2025, con il patrocinio del Comune di Moschiano e del Forum dei Giovani di Moschiano, nonché è creatore ed editore del sito web www.prolococaputo.org.