Il Cammino di Guglielmo ha la sua guida: 15 tappe tra fede, storia e natura

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Una guida completa per accompagnare pellegrini e camminatori lungo i 320 chilometri del Cammino di Guglielmo. È stata presentata oggi, presso il Circolo della Stampa di Avellino, la nuova pubblicazione realizzata dall’Associazione Cammino di Guglielmo APS, frutto di circa due anni di lavoro.

Il volume, composto da 180 pagine illustrate, raccoglie il racconto delle 15 tappe del percorso che attraversa Campania, Basilicata e Puglia, corredato da mappe, coordinate GPS, informazioni storiche, indicazioni sui servizi, strutture ricettive, punti di ristoro e riferimenti utili per affrontare il cammino in totale autonomia.

Alla presentazione sono intervenuti, tra gli altri, don Riccardo Guariglia, Abate di Montevergine e presidente dell’Associazione Cammino di Guglielmo APS, Carmine De Angelis, sindaco di Chiusano di San Domenico e guida irpina del progetto “Turismo delle Radici”, il giornalista Annibale Discepolo, il vicepresidente dell’associazione Angelo Verderosa e il segretario Mario Marciano.

De Angelis: “Una visione che guarda oltre i confini dei singoli comuni”

Nel corso dell’incontro il sindaco Carmine De Angelis ha evidenziato il valore strategico del progetto, nato nell’ambito del PNRR ma cresciuto ben oltre i confini iniziali.

«È un progetto prezioso perché è riuscito ad ampliare la propria missione. Era partito coinvolgendo due comuni, Ospedaletto d’Alpinolo e Chiusano di San Domenico, ma ha saputo mettere insieme numerosi territori e tre regioni lungo un percorso di oltre 320 chilometri. Ha guardato oltre il campanile», ha dichiarato.

Una visione che, secondo De Angelis, ha consentito di ottenere 27,5 milioni di euro di finanziamenti nell’ambito del progetto Turismo delle Radici, inserito in un programma che destina circa 70 milioni di euro alla provincia di Avellino.

Le risorse saranno impiegate per la riqualificazione dell’intero itinerario, da Montevergine all’Abbazia del Goleto, attraverso interventi sulla sentieristica, sulla segnaletica, sul recupero dei borghi e degli edifici storici, oltre alla realizzazione di servizi dedicati ai camminatori come hub, case dell’acqua, car sharing e bike sharing.

«L’obiettivo – ha spiegato – è trasformare il turismo delle radici in un’occasione di riqualificazione ambientale e di rilancio dei territori interni».

Verderosa: “Uno strumento completo per camminare in autonomia”

Ad illustrare le caratteristiche della nuova guida è stato il vicepresidente dell’associazione, Angelo Verderosa.

«L’obiettivo è descrivere il percorso, incoraggiare e soprattutto rassicurare i camminatori che stanno arrivando da tutta Italia grazie all’attività promozionale svolta negli ultimi mesi», ha spiegato.

Ogni tappa, lunga mediamente una ventina di chilometri, contiene indicazioni dettagliate sul tracciato, sui luoghi di interesse, sulle strutture dove dormire e mangiare e sui referenti locali, gli “Amici del Cammino”.

La pubblicazione si affianca all’applicazione digitale e alla cartografia ufficiale, offrendo un sistema integrato di strumenti disponibili anche in lingua inglese.

Verderosa ha inoltre ricordato che il Cammino di Guglielmo è inserito nell’Atlante dei Cammini della Campania e della Puglia ed è costantemente monitorato attraverso il rilascio della Credenziale del Pellegrino e del Testimonium, il documento consegnato a chi completa almeno 200 chilometri del percorso visitando i principali luoghi simbolo del cammino.

Nel 2025 sono stati 250 i pellegrini che hanno ritirato la credenziale e circa 50 quelli che hanno già ottenuto il Testimonium, numeri destinati a crescere grazie alla nuova guida e all’imminente completamento della segnaletica lungo il percorso campano, finanziata con un contributo regionale di 28 mila euro.

L’associazione continua inoltre a promuovere cammini organizzati durante tutto l’anno e sottolinea come il progetto stia già generando un importante indotto economico per le attività ricettive locali, molte delle quali hanno predisposto offerte dedicate ai pellegrini.

Guariglia: “Prima di tutto un cammino spirituale”

A chiudere l’incontro è stato l’Abate di Montevergine, don Riccardo Guariglia, che ha richiamato il significato più profondo dell’iniziativa.

«Siamo nel vivo del cammino e sono felice dei frutti che sta portando al nostro territorio. Ma non bisogna dimenticare che quello di Guglielmo è anzitutto un cammino spirituale».

Per Guariglia il pellegrinaggio sulle orme di San Guglielmo da Vercelli rappresenta un percorso dell’anima.

«Mettersi in cammino significa cercare qualcosa che va oltre la dimensione materiale. Chi percorre questo itinerario segue le orme di San Guglielmo nel suo cammino verso Dio. È questo il valore che l’associazione vuole custodire e trasmettere».

Con la pubblicazione della guida, il Cammino di Guglielmo compie così un ulteriore passo nel proprio percorso di crescita, puntando a consolidarsi tra i principali itinerari di turismo lento e religioso del Mezzogiorno, coniugando spiritualità, valorizzazione del patrimonio storico e sviluppo delle aree interne.