ALTA IRPINIA- Assolto perché il fatto non sussiste dall’accusa di maltrattamenti in famiglia. Questa la decisione del Gup del Tribunale di Avellino nei confronti di un trentaquattrenne di un centro dell’ Alta Irpinia all’esito del processo con rito abbreviato celebrato nella giornata di ieri. Nei suoi confronti la Procura della Repubblica di Avellino ha invocato una condanna a due anni di reclusione.
LE ACCUSE
L’imputato, assistito dall’avvocato Pasquale Generoso Meriano del foro di Avellino era accusato di aver abitualmente molestato, usato violenza e vessato la moglie a far data dal febbraio del 2023. Una causale dettata secondo la ricostruzione degli inquirenti e la denuncia della vittima, dalla gelosia. Cosi avrebbe più volte usato degli epiteti contro la stessa e in qualche occasione l’avrebbe anche colpita con pugni su tutte le parti del corpo (sull’occhio, sulle spalle) e anche prendendola per il collo e a calci e stringendole e storcendole i polsi. In una occasione l’avrebbe rincorsa in bagno, dove la donna aveva trovato rifugio e, dopo aver distrutto la porta a calci, l’aveva raggiunta, aggredendola verbalmente, denigrandola ripetutamente. L’uomo avrebbe impedito alla donna di uscire da sola e di vedere altre persone, anche i familiari e chiudendola in casa. Controllava anche il suo cellulare. L’ episodio piu’ grave, per cui rispondeva anche di lesioni, quello avvenuto il primo febbraio scorso. In questa circostanza dall’aggressione verbale si era passati ad un pugno sferrato alla donna, che aveva chiamato le forze dell’ordine e si era fatta refertare con una prognosi di cinque giorni.
LA VERSIONE ALTERNATIVA: AUDIO E TRACCE CHE SMENTISCONO LE ACCUSE
Un quadro accusatorio pesante, rispetto al quale la difesa, l’avvocato Meriano, dopo una discussione durata più di un ora ha richiamato e fatto riferimento alla copiosa prova documentale, circa 500 tracce fotografiche e audio, con le quali ha ricostruito e fornito una versione alternativa a tutte le accuse gia’ al termine dell’interrogatorio successivo all’avviso di conclusione delle indagini preliminari a suo carico. Al termine della sua arringa ha definito inconsistenti e carenti di prova, le accuse elevate a carico dell’imputato. Una versione alternativa che ha evidentemente convinto il Gup, benché come sempre in questi casi bisognerà attendere le motivazioni della sentenza.
Redazione Irpinia
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