Raid contro Malinconico, gli indagati per l’aggressione salgono a tre: sequestrati due cellulari

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AVELLINO- La svolta nelle indagini di Polizia e Procura sul brutale pestaggio dell’architetto Nello Malinconico, avvenuto nella prima serata del giovedì santo nel parcheggio di un supermercato di Via Tagliamento, e’ arrivata gia’ da alcuni giorni quando in mano alla Squadra Mobile di Avellino alcuni elementi che poi sono diventati indizi e avrebbero portato il magistrato che conduce le indagini, il sostituto procuratore Giovanni Sodano ad iscrivere una persona nel registro degli indagati (per un concorso non diretto nella vicenda), una donna, difesa dall’avvocato Michele Scibelli. Le indagini di Procura e Polizia pero’ non si sono fermate. Dagli accertamenti, in gran parte legati almeno ufficialmente alle immagini della videosorveglianza, si e’ giunti all’iscrizione di altri due nomi nel registro degli indagati. Anche loro rispondono del concorso nel tentato omicidio. Nei giorni scorsi uno di loro è stato oggetto anche del sequestro del dispositivo telefonico, quello per cui e’ stata affidata anche una consulenza da parte della Procura di Avellino. I due nuovi indagati sono difesi dagli avvocati Antonio Iannaccone e Fabio Tulimiero. L’ indizio più grave, almeno fino a questo momento e’ sempre quello legato alla vettura che presuntamente sarebbe stata usata dal gruppo che a volto travisato ha colpito violentemente con spranghe e bastoni il professionista, fino a ridurlo quasi in fin di vita. Dall’analisi di ogni singolo frame delle telecamere consultate per identificare gli autori del raid, gli investigatori, diretti dal vicequestore aggiunto Antonio Concas, avrebbero ristretto ed individuato la vettura usata dal “commando” per il raid nel parcheggio. Dalla vettura poi sarebbe emerso il nome della persona indagata. Gli elementi che con certezza emergono dalla rete di riserbo di Questura e Procura sulla vicenda oltre all’iscrizione nel registro degli indagati e all’ attività di sequestro, restano pochi. Altro dato che emerge è l’imputazione provvisoriamente contestata: tentato omicidio. Una pista precisa che ore attende solo i riscontri. Un lavoro che procede, come necessario in questi casi, a fari spenti da parte degli inquirenti. Il pm Sodano ha anche firmato un nuovo invito a rendere interrogatorio per la ragazza indagata dinanzi agli agenti della Squadra Mobile.