Un Auditorium Comunale gremito ha fatto da cornice al convegno dedicato all’adeguamento del Piano Urbanistico Comunale di Sturno e alle prospettive di sviluppo della Valle Ufita. La presenza di numerose autorità, tra cui i sindaci di Solofra e Paternopoli e il Presidente del Collegio dei Geometri, ha confermato l’interesse crescente verso una pianificazione capace di accompagnare le trasformazioni infrastrutturali in atto. L’iniziativa ha evidenziato “la crescente consapevolezza istituzionale del ruolo strategico che la Valle Ufita è chiamata a svolgere nei prossimi anni”.
Il Sindaco di Sturno, Vito Di Leo, ha aperto i lavori ripercorrendo il complesso iter del precedente piano urbanistico e spiegando la scelta di procedere a un adeguamento del PUC vigente al PTCP. Ha sottolineato la necessità di una pianificazione che guardi al futuro, alla luce delle grandi opere in corso: Stazione Hirpinia AV/AC, Polo Logistico, collegamenti viari. Ha inoltre citato l’ipotesi di un impianto sportivo polivalente nella Fondo Valle Ufita, da valutare con “verifiche urbanistiche, tecniche ed economiche” e attraverso un percorso partecipato.
Il Consigliere Provinciale Franco Di Cecilia ha richiamato le difficoltà storiche della pianificazione e la necessità di cogliere le opportunità offerte dalle nuove infrastrutture. Ha ribadito il ruolo della Provincia nel sostenere opere strategiche come la Stazione Hirpinia, la Piattaforma Logistica e soprattutto il completamento della Lioni–Grottaminarda, definito “una condizione imprescindibile per garantire accessibilità, competitività e sviluppo economico”.
Il Presidente dell’Unione dei Comuni “Terre dell’Ufita”, Giuseppe De Pasquale, ha illustrato il percorso condiviso dei sette Comuni aderenti, definendolo un modello capace di superare campanilismi. Ha ricordato che temi come infrastrutture, servizi e mobilità “travalicano i confini comunali” e richiedono strategie unitarie. Pur con alcune criticità sui processi partecipativi dell’Area Vasta, ha ribadito la necessità di una visione integrata per cogliere le opportunità della nuova centralità infrastrutturale.
Il Direttore Generale di Alto Calore, Andrea Palomba, ha ricordato il valore delle opere idrauliche irpine e la necessità di una gestione efficiente della risorsa. Ha illustrato il progetto di efficientamento della rete idrica comunale, che consentirebbe di recuperare “circa 5 litri al secondo di portata attualmente dispersi”. Non è passato inosservato il richiamo alla visione del Ministro Fiorentino Sullo, promotore del sistema idrico integrato, come esempio di pianificazione lungimirante.
L’Avv. Ugo Torsi ha evidenziato la solidità giuridico-amministrativa del procedimento, apprezzando la scelta del Comune di attivare forme partecipative ulteriori nonostante la normativa non lo imponesse. Ha ricordato la raccolta di “ben 85 manifestazioni di interesse” nella fase preliminare.
Il Presidente dell’Ordine degli Architetti, Vincenzo De Maio, moderatore dell’incontro, ha sottolineato il valore di un linguaggio pianificatorio accessibile e la necessità di coinvolgere cittadini e professionisti. Ha ricordato il ruolo dell’Ordine nel confronto sul Piano Paesaggistico Regionale e sul nuovo PTCP.
Il progettista del Piano, Arch. Antonio Verderosa, ha illustrato l’impianto dell’adeguamento al PTCP, fondato su:
- riduzione del consumo di suolo
- rigenerazione urbana
- recupero del tessuto edilizio
- valorizzazione delle aree già urbanizzate
- riduzione delle previsioni non attuate
Tutto in coerenza con la L.R. 13/2022 e il Regolamento 3/2025, orientati alla “sostenibilità territoriale” e alla riqualificazione dell’esistente. Ha evidenziato il ruolo delle infrastrutture strategiche (Stazione Hirpinia, Polo Logistico, Lioni–Grottaminarda, ASI, PIP Crocevie) e la necessità di una revisione del PTCP e del Masterplan, poiché i Comuni si collocano tra “Città dell’Ufita” e “Città della Baronia”, territori ormai integrati. Ha richiamato il rischio di visioni contrapposte sul Masterplan, che potrebbero indebolire le opportunità offerte dalle grandi opere.
Il Prof. Michele Grimaldi ha portato l’esperienza del PUC di Pontecagnano Faiano, sviluppato in coerenza con il Masterplan del litorale salernitano. Ha ribadito che la pianificazione moderna deve superare i confini comunali e confrontarsi con strategie territoriali integrate. Ha evidenziato criticità legate ai corridoi ecologici, al Piano Paesaggistico e alle schede del PTCP, auspicando una visione unitaria per territori “strettamente interconnessi sotto il profilo infrastrutturale, economico e sociale”.
Nelle conclusioni, Verderosa ha richiamato la necessità di una visione condivisa per trasformare le opportunità infrastrutturali in sviluppo reale citando Adriano Olivetti: “Il territorio non è un’eredità ricevuta dai nostri padri, ma un prestito da restituire ai nostri figli”. E ha sintetizzato il senso dell’incontro con una riflessione che ha attraversato l’intero convegno: “Le infrastrutture collegano i luoghi, ma le idee condivise costruiscono i territori”.





