Taurano, sulla solidarietà al sindaco dopo le minacce e’ bagarre in aula: accuse incrociate

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TAURANO- Doveva essere il consiglio comunale chiamato a dare solidarietà al sindaco Michele Buonfiglio dopo la minaccia ricevuta lo scorso 21 maggio per una vicenda collegata ai beni confiscati, ma si e’ trasformato in un durissimo scontro sulle ragioni della presunta minaccia da parte del gruppo di minoranza, con due documenti durissimi ed una replica del sindaco Buonfiglio alla richiesta di dimissioni avanzata dalla minoranza prima che i consiglieri Tommaso Buonfiglio, Angelo Ferraro e Martino Graziano abbandonassero l’aula. In soldoni, nessuna solidarieta’ al sindaco da parte della minoranza che lo ha invece incalzato sui rapporti con la famiglia Pacia, uno dei cui componenti sarebbe stato, come emerso nel dibattito/scontro in aula, l’autore delle presunte minacce. Accuse rispedite al mittente dalla fascia tricolore, che ha incassato un documento di solidarietà letto in aula dal consigliere Carmine Romano e il voto alla mozione di solidarietà da parte della sua amministrazione. Una vicenda che dimostra la tensione in paese e che sicuramente avrà ancora strascichi.

IL CONSIGLIERE GRAZIANO INVOCA LE DIMISSIONI: FATELO, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI
Il consigliere comunale di minoranza Martino Graziano ha letto in aula una durissima nota, non condivisa prima, come ha spiegato con gli altri due “colleghi’ di gruppo, che ha escluso la solidarieta’ al sindaco Michele Buonfiglio: “la nostra .solidarietà viene data esclusivamente all’intero Consiglio Comunale in tutte le sue componenti, all’Ente che rappresentiamo e, soprattutto, a tutti i cittadini di Taurano. Non è rivolta alla figura del Sindaco. Non siamo qui a firmare cambiali in bianco, né ad avallare narrazioni di comodo. La nostra vicinanza va alle istituzioni e alla comunità, ma esclude e censura categoricamente la gestione politica che è stata fatta di questa vicenda”. E ha anche avanzato dubbi sulla natura politica della minaccia: “La solidarietà non può diventare un velo di ipocrisia per coprire i problemi reali del nostro paese. La legalità non è un vestito della domenica da esibire e annunciare durante degli eventi pubblici a favore di telecamera, quasi a voler cercare un “contentino” tardivo o una santificazione mediatica. A questo proposito, ci sia consentito ricordare un principio sacrosanto: “essere attaccati dal diavolo non ci fa automaticamente diventare dei santi”. Subire un presunto torto o una minaccia non cancella con un colpo di spugna le ombre, le opacità e gli errori politici commessi da chi amministra. E lo diciamo chiaramente: spetterà agli organi inquirenti fare luce sulla reale natura di queste minacce. Ma il dubbio resta forte, legittimo e palpabile in paese: e se queste intimidazioni non c’entrassero nulla con la politica? Se l’origine di queste tensioni risiedesse esclusivamente nella sfera strettamente personale del Sindaco? Se così fosse, sarebbe inaccettabile trascinare l’intero Consiglio Comunale e l’onorabilità del nostro paese dentro vicende private”. Ha precisato anche “D’altronde, l’humus in cui nascono le tensioni sociali viene spesso alimentato proprio da chi oggi invoca tutele. Non abbiamo dimenticato i toni della passata campagna elettorale. Abbiamo ancora vivido il ricordo di una violenza verbalmente inaudita, con esponenti politici saliti sulle tribune cittadine a incitare le piazze, esortando a cacciare fisicamente gli avversari dalle proprie case. Chi semina vento, raccoglie tempesta. Chi legittima il linguaggio della prevaricazione durante i comizi, non può poi stupirsi se quel clima di scontro degenera oltre i limiti della civile convivenza. (imbecille che viene da Marte e il pagliaccio che chiede soldi).E se parliamo di rapporti, di frequentazioni e di correttezza gestionale, è sotto gli occhi di tutti che certe storture e certe interlocuzioni scomode non sono nate ieri. Esistevano già prima, ben prima che si accendessero i riflettori della cronaca. Siamo costretti a ricordare a questa assise come l’azione di questa amministrazione si sia caratterizzata per una profonda scorrettezza sin dall’inizio della legislatura, attraverso un filo conduttore che unisce favoritismi interni e cedimenti esterni. Un quadro inquietante scandito da fatti precisi: In primo luogo, assistiamo sin dal vostro insediamento a una quotidiana attività gestionale le cui procedure di affidamento diretto, tra appalti, servizi e incarichi, sembrano seguire percorsi fin troppo prevedibili, concentrandosi sistematicamente all’interno di cerchie ristrette e dinamiche che evocano palesi vicinanze familiari e amicali degli amministratori. Una gestione della cosa pubblica piegata a logiche private”. C’e’ il capitolo Sagra, per cui Graziano ha riferito in aula: In primo luogo, assistiamo sin dal vostro insediamento a una quotidiana attività gestionale le cui procedure di affidamento diretto, tra appalti, servizi e incarichi, sembrano seguire percorsi fin troppo prevedibili, concentrandosi sistematicamente all’interno di cerchie
ristrette e dinamiche che evocano palesi vicinanze familiari e amicali degli
amministratori. Una gestione della cosa pubblica piegata a logiche private.
A questa spregiudicata gestione interna si sommano episodi politico-amministrativi che sollevano pesanti interrogativi. Ci riferiamo, da un lato, alla manifestazione sul territorio a cui questa amministrazione negò l’autorizzazione all’indomani del proprio insediamento, salvo poi
concederla l’anno successivo: è legittimo chiedersi se dietro quel repentino cambio di rotta vi sia stata l’intermediazione di personaggi appartenenti alla stessa identica famiglia oggi al centro delle cronache? E ci riferiamo, dall’altro lato, alla concessione per l’installazione di un gazebo a un’attività commerciale, ritirata improvvisamente dopo pochissimi giorni: dobbiamo forse ipotizzare che anche questo anomalo dietrofrontamministrativo sia scaturito da pressioni ed elementi riconducibili ai medesimi ambienti esterni?. L’appello finale è alle dimissioni: Rassegnate le vostre dimissioni. Fatelo adesso, prima che sia troppo tardi, come unico atto possibile per salvare la dignità di questa assise istituzionale e per evitare che Taurano resti ostaggio di un declino morale ed economico non più tollerabile. Dimostrate, con un gesto di dignità, che il bene del paese viene prima della
sopravvivenza della vostra poltrona”.
IL CAPOGRUPPO TOMMASO BUONFIGLIO:
In una nota letta dal capogruppo Tommaso Buonfiglio, il gruppo di minoranza, ha evidenziato come: ” è bene dire che questo gruppo di minoranza condanna fermamente e senza esitazione qualsiasi atto intimida torio, seppur, allo stato, non .abbia elemento alcuno per poter valutare i fatti e, finanche, se gli stessi fatti attengano a .questioni di carattere personale del Sindaco, in ragione dei suoi datati rapporti con la famiglia Pacia, o, effettivamente, a questioni di carattere Istituzionale.Pur condannando ogni forma di violenza e/o intimidazione e pur volendo concedere al Sindaco stesso, in questa fase, il beneficio del dubbio, mi sia consentito.effettuare, a nome del Gruppo di Minoranza – che con me si sottoscrive – alcune precisazioni che ritengo doverose in questa sede per poter meglio inquadrare la vicenda che ci affatica e per domandare, a margine di questo appassionante dibattito,chiarimenti
in merito al Sindaco”. E ha anche ricordato come: “Non sfuggirà a nessuno che la lista UNITI VERSO IL FUTURO, all’ultima tornata
elettorale, fosse composta, tra gli altri, da una candidata della famiglia Pacia e che, in qualche modo, detta candidatura abbia sugellato i decennali rapporti amicali tra il Sindaco e la stessa anzidetta famiglia. La vicinanza elettorale di quest’ultima non è certamente un mistero ed è stata, tra le altre cose, immortalata da innumerevoli scatti fotografici che sono stati oggetto di pubblicazione sui vari social network e che, certamente, non sono sfuggiti alle Forze dell’Ordine presenti in loco. E ciò fa il paio con una affermazione elettorale netta e senza precedenti, laddove la lista UNITI VERSO IL FUTURO, capeggiata dal Sindaco Michele Buonfiglio, in un piccolo contesto come il nostro, si è imposta nell’ultima tornata con il 61,24% dei voti”. E ha concluso rilevando come: “l’aula del Consiglio Comunale non è il
luogo della propaganda politica, né può essere teatro di occultamento di quanto è stato fatto in passato e che, oggi, con un cambio di rotta quanto meno brusco, si tenta di dissimulare. Per dirla in altri termini, non basta che il Sindaco attraversi o finga di “attraversare il fiume Giordano” per guadagnare credibilità agli occhi delle Forze dell’Ordine, essendo doverosi, a parere di chi scrive, approfonditi accertamenti in merito alla sua gestione politico-amministrativa”.
IL SINDACO BUONFIGLIO REPLICA: ANDATE A DENUNCIARE, NIENTE DIMISSIONI
“La minaccia che viene fatta ad un sindaco o ad un consigliere comunale non e’ la minaccia ad una persona, per quanto mi riguarda non mi sento minacciato personalmente, ma in un certo senso viene minacciato l’ ordine democratico e l’ attività di quell’ ente. E questo, per una questione morale, per chi riveste una funzione di amministratore le cose vanno scongiurate a prescindere”. Parte cosi’ la lunga replica del sindaco Michele Buonfiglio al gruppo di minoranza e alla solidarieta” giunta dai consiglieri di maggioranza. Con una promessa, quella di andare avanti sul capitolo dei beni confiscati: “Ribadisco in questa sala consiliare- ha garantito il sindaco Buonfiglio- la nostra attività di acquisizione dei beni confiscati andrà avanti per la sua strada, non arretreremo di un solo passo, perché credo che questo territorio merita come Vallo di Lauro, martirizzato dalle attività criminali, meriti una risposta. L’acquisizione dei beni confiscati e la sua destinazione sociale non è cosa semplice. Per quanto riguarda la questione in sé per sé non devo fare alcun tentativo di ribaltare la verità, non devo attrarre nessuna visione politica. Per quanto mi riguarda la visione politica non devo dimostrarla a nessuno. Se qualcuno pensa che la attragga facendo saltare le fila al Pronto Soccorso o anticipando qualche visita medica o promettendo l’idoneità nelle graduatorie delle ASL o della Aziende Ospedaliere o facendo assumere amici miei o persone a me vicine nelle aziende sanitarie della Campania, guardate: a Lauro c’è la Caserma dei Carabinieri e il Commissariato di Polizia di Stato, andate la e denunciate. Ma attenzione a quando fate le denunce”. Ha poi replicato sull’accusa di malapolitica e sullla mancanza di trasparenza relativa agli atti addebitatagli dal gruppo di minoranza: “le chiacchiere non servono, sono uno che nella vita tutti gli obiettivi che ha raggiunto se li e’ sudati dalla mattina alla sera, sacrificando gli affetti familiari in parte lì ha raggiunti ed in parte no. Come ci è arrivato, ripeto: andate a denunciare e lo stabiliranno le autorità competenti”. Sul capitolo affidamenti, invece, ha voluto ribattere: “gli affidamenti sono tutti pubblicati, ripeto: andate a denunciare. Andate in Prefettura o andate a denunciare. Se ritenete che l’ attività amministrativa, sotto mia indicazione, perché mi assumo la responsabilità di quello che faccio, proceda in modo non chiaro e non trasparente, illecite se così le possiamo chiamare, ci sono gli organi preposti, a cui vi potete rivolgere”. Per il primo cittadino sarà il voto a stabilire se l’ attività politica è stata come proposto nei due documenti da parte della minoranza o meno e lo farà con il voto alla fine della consiliatura. E rivolto al consigliere comunale Tommaso Buonfiglio ha voluto anche replicare al dato elettorale delle ultime amministrative: “non capisco perche’ ti meravigli della vittoria schiacciante di questa amministrazione. Anzi, mi sento deluso dai risultati elettorali, pensavo di prendere qualcosa in più”. E ha rivendicato il fatto che “gli atti compiuti da questa amministrazione non si verificavano da anni, in soli due anni di attività di questa amministrazione abbiamo avuto 5 milioni di finanziamento. La passata amministrazione in cinque anni ha avuto zero. Non hanno partecipato ad un avviso del Pnrr, dove i soldi li regalavano ai Comuni”. E ha chiesto a Buonfiglio: “come pensavi tu di avere consenso, Tommaso, come potevi pensarlo, eppure almeno ritenevo che tu fossi uno che la politica almeno la mastica”. E poi ha lanciato un affondo sui temi legati a beni confiscati e presunti legami opachi: “In uno dei beni confiscati ci abitava ancora il proprietario, aveva la residenza. Non ve ne siete mai accorti! Gli uffici non se ne sono mai accorti. Questo sindaco lo ha cacciato fuori. Va bene?”. E ha aggiunto: “se poi io ho connivenze o ho avuto connivenze con la famiglia che tu prima nominavi, oppure quella di aver messo nella lista una appartenente alla famiglia di cui parlava, ebbene, tranne che per qualcuno che non e’ del posto, il consigliere Tommaso Buonfiglio si riferisce a Graziano Santina. La mamma di Graziano Santina e mio papà erano fratelli. Se mettere nella lista la cugina di primo grado e’ un reato, guardate che ci sono le forze dell’ ordine: denunciate”. Ma il climax dell’intervento del sindaco su questo versante del dibattito, si fa sempre più alto: “se voi pensate che qualcuno condiziona l’attività politica, guardate che ci sono sempre quelle due casette dove ci sono uomini e donne delle forze dell’ordine di cui noi siamo orgogliosi: andate la’ e denunciate”. Poi la replica ha toccato la questione della Sagra dello Gnocco e il fatto che il primo anno di insediamento non sia stata concessa mentre l’anno successivo si e che secondo voi ho subito minacce o condizionamenti per autorizzare quella manifestazione che non avevo autorizzato un anno prima, evidentemente c’è stato qualcuno di questa associazione che si è rivolto al soggetto di turno, chiedete ai vertici della Proloco a chi si sono rivolti affinché mi imponesse di fare la Sagra. Arrivate fino in fondo, se voi avete sentore che la Sagra sia stata autorizzata perché il sottoscritto sia stato minacciato da qualcuno, ci sono sempre uomini e donne delle forze dell’ordine, ma chiedete ai vertici della Proloco. Il Comune di Taurano ha istituito una Commissione Spettacoli, insieme alla Prefettura, ai Vigili del Fuoco per far sì che la Proloco facesse la Sagra in modo tranquillo, riservato, in sicurezza come del resto e’ avvenuto. Se il primo anno la Sagra non è stata autorizzata e perché c’erano delle carenze dovute ai piani di fuga. Non mi sono assunto la responsabilità rispetto ad un metodo usato in passato. Quindi, dimmi tu come hai fatto ad autorizzare delle manifestazioni senza le dovute autorizzazioni, dovete spiegarlo voi”. Infine: “Se voi ritenete opportuno che dietro ogni azione che questa amministrazione ci sia il tizio di turno a cui la mattina devo far conto cosa fare, allora ve lo dico chiaramente: non devo dar conto a nessuno, non ho mai dato conto a nessuno, non ho mai avuto paura di nessuno e non ho paura di nessuno e andrò avanti per la mia strada. Voi restate con i vostri pensieri, che vi prego però, formalizzate, andate alla Procura. Mi dovete denunciare, se voi pensate che mi venda le gare di appalto”. E anzi ha respinto al mittente la richiesta di dimissioni avanzata dal consigliere Martino Graziano nel suo intervento: non ci dimetteremo.