“Ringrazio Legambiente Avellino Alveare per il documento “La Giusta Transizione x Avellino” e per il percorso partecipato che lo ha generato. È un contributo serio, costruito con le cittadine e con i cittadini, che incrocia in molti punti il metodo e i contenuti del programma di Avellino in Comune” – dichiara la candidata sindaca Laura Nargi – Rispondo punto per punto, con impegni verificabili e collegamenti puntuali ai documenti già pubblicati. Dove condividiamo l’obiettivo lo dico con chiarezza, dove proponiamo strumenti diversi lo motivo, dove un tema apre questioni nuove lo riconosco e indico come intendo affrontarlo. Il riferimento di metodo è uno solo: il progetto lo scrive la città. Per questo accetto fin d’ora la proposta di un confronto pubblico strutturato con Legambiente e con le altre realtà ambientaliste sui contenuti che seguono”.
1. Istituzione della Consulta ambientale
La nostra risposta: sì, e la rendiamo operativa nei primi 100 giorni.
Condivido pienamente la proposta. La Consulta ambientale è prevista dall’art. 64 dello Statuto comunale ed esiste un regolamento già pronto. Non c’è una ragione tecnica per rinviare ancora: serve la volontà politica di applicarla.
Impegno operativo: avvio dell’iter di istituzione della Consulta ambientale entro i primi 100 giorni di mandato, con la partecipazione di Legambiente e delle altre realtà associative del territorio. Verifica preliminare e aggiornamento del regolamento esistente con le associazioni stesse, prima dell’adozione formale.
Coerenza con il programma: la Consulta si inserisce naturalmente nell’infrastruttura civica di partecipazione che il programma di Avellino in Comune ha posto come fondamento del mandato, accanto alla WebApp AvellinoInComune, ai Consigli di Quartiere aperti e al Libro degli Impegni, dove ogni impegno preso ha un responsabile, una scadenza e un indicatore verificabile.
2. Regolamento sulle caldaie
La nostra risposta: condividiamo la direzione, costruiamo gli strumenti.
La transizione del riscaldamento è un tema decisivo per la qualità dell’aria di Avellino e per il portafoglio delle famiglie. Condividiamo l’impostazione: meno gas fossile, più rinnovabili, accompagnamento delle fasce più fragili.
Impegni operativi: Sportello energia comunale come front-office unico: informazione su bonus, fondi, soluzioni tecniche (solare termico, fotovoltaico, pompe di calore, ibridi), accompagnamento di chi ristruttura. Norma sul regolamento edilizio: condizioni di favore per chi sceglie sistemi a fonti rinnovabili nelle ristrutturazioni; valutazione, in confronto con la Consulta ambientale, di un divieto progressivo per le nuove installazioni di caldaie a gas, calibrato sui tempi UE e su misure di sostegno per le famiglie a basso reddito. Misure di welfare strutturale per accompagnare la transizione delle fasce più fragili (anziani, famiglie a basso reddito), evitando che il costo della transizione gravi su chi non può sostenerlo.
Coerenza con il programma: il regolamento sulle caldaie si integra con il piano di riqualificazione energetica del patrimonio pubblico (scuole, impianti sportivi, edifici comunali) finanziato attraverso fondi europei, Conto Termico e partenariati con ESCo, e con la promozione delle Comunità Energetiche Rinnovabili.
3. Un Piano Urbanistico Comunale sostenibile
La nostra risposta: la revisione del PUC è il primo atto strategico del mandato.
Su questo punto la convergenza è totale. Lo dico chiaramente: Avellino non ha bisogno di espandersi, ha bisogno di rigenerarsi.
Impegni operativi: Principio del consumo di suolo zero: ogni nuova volumetria deve derivare dalla trasformazione dell’esistente, ogni nuovo alloggio deve nascere dentro il perimetro già urbanizzato. Trasferimento dei diritti edificatori da aree che non devono essere ulteriormente urbanizzate verso ambiti già costruiti, per incentivare la riqualificazione senza consumo di nuovo suolo. Rivalutazione delle previsioni di espansione non attuate, con l’obiettivo di ridurle e restituire tali aree a funzioni agricole o a verde. Recepimento dei principi 3:30:300 e della Città dei 15 minuti come riferimenti operativi del nuovo PUC, integrati con il Piano del Verde comunale vigente, che deve diventare parte attuativa e non più mero strumento tecnico-teorico. Piano del verde integrato al PUC, con forestazione urbana, individuazione di nuove aree verdi e regola di prossimità ai servizi.
Coerenza con il programma: il PUC è coerente con l’Architetto di Quartiere e con il modello di città policentrica che pone uno standard minimo di qualità urbana in ogni quartiere: accesso ai servizi, qualità dello spazio pubblico, mobilità accessibile, funzioni attive, sicurezza integrata.
4. Raccolta differenziata con premialità
La nostra risposta: introduciamo la tariffazione puntuale come premialità di sistema.
Il calo dal 66,17% al 63,22% segnalato nel dossier Comuni Ricicloni è un campanello d’allarme che non possiamo ignorare. La raccolta differenziata ad Avellino cresce solo se il sistema è semplice, accessibile e percepito come equo.
Impegni operativi: Introduzione progressiva della tariffazione puntuale: chi produce meno rifiuti e differenzia correttamente paga meno. È la forma più strutturale e duratura di premialità. Apertura al confronto con la Consulta ambientale su forme integrative di premialità (buoni acquisto, sconti, prodotti tipici locali) ispirate ai modelli di Baronissi, Acerra e Nocera Inferiore, valutandone la sostenibilità economica e gestionale. Riapertura e gestione funzionale dell’isola ecologica, rafforzamento dei punti di conferimento e delle isole ecologiche di quartiere. Campagne informative continuative, non stagionali. Servizio sulla WebApp Avellino In Comune per segnalare cassonetti pieni o danneggiati, con tempi di risposta tracciati. Sistema dedicato per il centro storico, con cassonetti esteticamente armonici e orari differenziati. Adozione del cestello traforato per l’umido: lo valutiamo come misura tecnica già in fase di studio, con verifica dei risparmi attesi sui costi di smaltimento.
5. Coprogettazione dei parchi pubblici comunali e Parco del Fenestrelle
La nostra risposta: il Fenestrelle è una delle infrastrutture strategiche del mandato.
Il dato di 6,04 mq di verde a uso pubblico per abitante è una fotografia che impone una scelta: potenziare l’esistente e creare nuovi parchi accessibili. Sul Parco del Fenestrelle gli impegni sono già scritti nel programma: Bonifica del corso d’acqua e messa in sicurezza delle sponde come presupposti tecnici di ogni intervento. Tutela definitiva del corridoio verde contro ogni forma di speculazione edilizia. Trasformazione in parco lineare accessibile, infrastruttura di mobilità dolce, spazio pubblico continuo e asset turistico del territorio irpino. Pensato come sistema: connessione con il Parco della Stazione, integrazione con la rete ciclopedonale urbana, raccordo con le politiche di rigenerazione dei quartieri attraversati. Governance condivisa con la Regione Campania, Atripalda, Mercogliano e Monteforte Irpino, come infrastruttura intercomunale dell’Unione di Comuni. Sui parchi cittadini: Standard di cura uniformi per Villa Comunale, Parco Santo Spirito, Parco del Gesualdo e aree verdi diffuse: nessun parco di serie A e nessun parco di serie B. Piano di rinnovo dei parchi di quartiere: giostrine sicure e moderne, pavimentazione antitrauma, panchine, fontanelle, zone d’ombra, servizi igienici curati. Apertura di tavoli di coprogettazione con le associazioni e le residenti, in coerenza con il modello dello spazio pubblico vissuto: usi temporanei, adozione di spazi verdi, sponsorizzazioni tecniche, crowdfunding civico. Sulle microdiscariche: piano operativo di contrasto con campagne sul gratuito ritiro degli ingombranti, sanzioni mirate e uso di fototrappole, in raccordo con la Polizia Locale e nel sistema integrato di sicurezza urbana.
6. Gender City Manager
La nostra risposta: integriamo la prospettiva di genere nelle politiche urbane.
Condivido pienamente l’obiettivo. Le politiche di pari opportunità non possono essere iniziative occasionali, devono essere infrastruttura permanente della città.
Impegni operativi: Riattivazione piena dello sportello violenza di genere con un’équipe stabile di psicologhe, avvocate e assistenti sociali, presidio telefonico e via WhatsApp, collegamento operativo con forze dell’ordine e una casa rifugio accessibile in tempi rapidi. Potenziamento del progetto Malìka contro le discriminazioni per orientamento sessuale, con il centro d’ascolto dedicato. Percorsi di formazione nelle scuole su relazioni, consenso e rispetto. Politiche di conciliazione vita-lavoro per le donne lavoratrici. Lettura di genere applicata al PUC, al PUMS e alla progettazione dello spazio pubblico: illuminazione, sicurezza percepita, accessibilità del trasporto pubblico, qualità degli spazi di prossimità. Su questo costruiamo un confronto operativo con la Consulta ambientale, con Legambiente e con le realtà che lavorano sul tema, valutando insieme la forma più efficace per dare continuità a questa funzione, ispirata anche all’esperienza di Torino.
7. Avellino Plastic Free
La nostra risposta: la facciamo partire dal patrimonio pubblico. L’adozione di politiche plastic free per uffici comunali, scuole, mense ed eventi pubblici è una scelta ragionevole, già praticata in molte città italiane. La facciamo nostra come misura di indirizzo dell’azione amministrativa.
Impegni operativi: Politica plastic free progressiva su eventi patrocinati, uffici comunali, scuole, mense scolastiche e appalti pubblici, con tempi di adeguamento sostenibili per i fornitori e accompagnamento delle attività coinvolte. Promozione di materiali biodegradabili e compostabili, contenitori riutilizzabili, fontanelle pubbliche di qualità per ridurre il consumo di bottigliette. Educazione ambientale nelle scuole come parte del programma strutturato di educazione civica (classi che adottano un parco, laboratori sulla differenziata, percorsi sul rispetto degli spazi pubblici). Allineamento con il decreto PNRR sulle plastiche monouso e con le direttive europee in materia.
8. Piano Urbano della Mobilità Sostenibile
La nostra risposta: la mobilità è uno dei capitoli più strutturati del programma.
Il PUMS non è solo un atto formale, è la cornice di un sistema integrato. Non ci limitiamo a inseguirlo: lo costruiamo insieme alle cittadine, agli enti competenti e ai comuni dell’area vasta.
Impegni operativi: Adozione del PUMS come strumento operativo del mandato, costruito su quattro livelli integrati: parcheggi di interscambio in partenariato pubblico-privato (multipiano di Via Zigarelli, Borgo Ferrovia, area Tribunale o Viale Italia), trasporto pubblico urbano potenziato con frequenze adeguate ai flussi reali, bike sharing a pedalata assistita integrato con la WebApp, rete ciclopedonale continua con il Parco del Fenestrelle come spina dorsale. Sistema ferroviario come leva strategica: priorità istituzionale assoluta sulla riattivazione della Salerno-Avellino-Benevento, obiettivo dell’elettrificazione, avvio della progettazione della tratta diretta Avellino-Napoli, trasformazione della stazione in hub intermodale (treno, TPL, mobilità dolce, informazioni). Mobilità dolce: rete ciclopedonale urbana come spina portante, in raccordo con scuole, servizi e principali attrattori. Piedibus e scuolabus rafforzati. Pedonalità e Città 30: zone a velocità moderata nei quartieri residenziali, protezione di pedoni, disabili e utenti a due ruote, regolazione intelligente dei semafori, aree pedonali progressivamente estese nei weekend. Piano di manutenzione costante di marciapiedi e attraversamenti pedonali, con accessibilità integrata nel programma operativo di attuazione del PEBA, già approvato dal Comune. Sperimentazione del centro storico pedonale animato da attrattive continue per tutte le fasce d’età, con l’obiettivo di rilanciare il commercio cittadino. Strade scolastiche: estensione della sperimentazione di Piazza Garibaldi mappando tutte le aree idonee. Governance intercomunale del PUMS: nel medio periodo l’Unione di Comuni (Avellino, Atripalda, Mercogliano, Monteforte Irpino, circa 85.000 abitanti) consente di gestire i flussi reali in modo strutturale.
9. Raccolta sfalci e potature e regolamento del verde
La nostra risposta: serve un servizio organizzato e un regolamento allineato al pubblico.
La gestione attuale degli sfalci è insufficiente e produce abbruciamenti diffusi, che sono tra le principali cause di emissioni di PM10 e PM2.5 in città. È un tema concreto, risolvibile, da affrontare subito.
Impegni operativi: Piano di raccolta periodico, vasto e organizzato di sfalci e potature, con conferimento dedicato per le attività agricole e per i privati, all’interno della riorganizzazione del servizio rifiuti. Promozione del compostaggio domestico e dell’uso del compost come fertilizzante naturale. Sistema capillare di monitoraggio della qualità dell’aria, con pannelli digitali informativi in tempo reale, valutato in raccordo con la Consulta ambientale. Regolamento del verde pubblico e privato aggiornato: equiparazione del divieto di capitozzatura (DM 63/2020) anche agli interventi dei privati, con sanzioni precise per chi deturpa il verde con potature fuori norma e valorizzazione delle imprese virtuose. Piano del Verde comunale recepito come parte integrante del nuovo PUC. In più: gli impianti intercomunali per il trattamento e il recupero dei residui della lavorazione agricola, previsti nel programma, offrono un’alternativa concreta allo smaltimento irregolare e quindi agli abbruciamenti.
10. Avellino comunità energetica e solidale
La nostra risposta: le Comunità Energetiche Rinnovabili sono già nel cuore del programma.
Le CER non sono per noi una linea aggiuntiva, sono una delle leve principali della parte ambientale del programma. Il costo dell’energia è oggi uno dei principali fattori di difficoltà per famiglie e imprese: intervenire qui significa qualità della vita, competitività del territorio, equità sociale.
Impegni operativi: Costituzione di Comunità Energetiche Rinnovabili su scala cittadina e intercomunale, sfruttando i tetti degli edifici pubblici, delle scuole e degli impianti sportivi. Mappatura dei tetti comunali idonei a impianti fotovoltaici e altre fonti rinnovabili. Manifestazione di interesse del Comune per la costituzione di CER utilizzando il patrimonio pubblico individuato. Sportello energia comunale e assemblee pubbliche per l’informazione e l’accompagnamento dei cittadini. Piattaforme digitali per rendere trasparenti i flussi energetici e gli incentivi redistribuiti, principio di trasparenza coerente con l’infrastruttura civica del programma. Priorità a edifici pubblici e case popolari, perché le CER siano anche uno strumento di inclusione e contrasto alla povertà energetica. Reinvestimento dei guadagni in servizi alla comunità (es. presidi sociali, doposcuola di quartiere, ambulatori di prossimità) coerentemente con la rete della Community di Cura. Ricerca attiva di fondi nazionali e internazionali per investimenti su impianti e gestione.
Sul contratto per il clima e sul metodo
Sottoscrivo l’invito a un impegno coerente con la dichiarazione di emergenza climatica già approvata dal Consiglio comunale. Una dichiarazione non seguita da provvedimenti è un vuoto politico che riempiremo con atti concreti, verificabili e rendicontati.
Tre impegni di metodo:
Tutti gli impegni qui presi entreranno nel Libro degli Impegni, lo strumento che mette nero su bianco ogni promessa, con responsabile, scadenza e indicatore di risultato verificabile dalla città.
La Consulta ambientale, dal momento dell’istituzione, sarà la sede stabile di confronto sui temi qui trattati, insieme ai Consigli di Quartiere aperti.
Mi rendo disponibile a un tavolo pubblico con Legambiente Avellino · Alveare per costruire insieme le tempistiche, gli indicatori e i criteri di verifica di ciascun punto”

