Lauro, accesso agli atti negato: la risposta del Viminale all’interrogazione di Borrelli

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LAURO- Il prefetto di Avellino ha applicato la “moral suasion” chiedendo al sindaco di Lauro Rossano Boglione di revocare la decisone di limitare l’accesso ai consiglieri di minoranza, a cui resta però la facoltà di rivolgersi al Tar o al Difensore Civico Regionale e alla Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi. Quello che il Sottosegretario all’interno Wanda Ferro ha risposto all’ interrogazione proposta nell’ agosto scorso dal deputato Francesco Emilio Borrelli relativamente all’interrogazione parlamentare proposta su alcuni accessi agli atti negati ai consiglieri di minoranza.
L’ INTERROGAZIONE
Il deputato di Alleanza Verdi Sinistra Francesco Emilio Borrelli, aveva presentato un’interrogazione al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, evidenziando proprio come da quanto raccolto da fonti di stampa “i consiglieri comunali di Lauro in provincia di Avellino denunciano da tempo reiterate e sistematiche violazioni del diritto di accesso agli atti, funzionale all’espletamento del proprio mandato, culminate in provvedimenti limitativi inconcepibili, quali la restrizione dell’accesso agli uffici a sole due ore settimanali, poi annullata dal Tar diSalerno (sentenza n. 3716/2022)” ed in particolare per quanto riguarda “nello specifico, i consiglieri comunali di minoranza evidenziano il diniego all’istanza di accesso agli atti, avente ad oggetto la documentazione relativa al concorso pubblico indetto per la copertura di due posti di agente di polizia municipale, nonché, più in generale, il diniego agli atti concernenti le procedure di affidamento di appalti pubblici”. Borrelli ha ricordato che: “ai sensi dell’articolo 43, comma 2, del decreto legislativo n. 267 del 2000, i consiglieri comunali e provinciali «hanno diritto di ottenere dagli uffici, rispettivamente, del comune e della provincia, nonché dalle loro aziende ed enti dipendenti, tutte le notizie e le informazioni in loro possesso, utili all’espletamento del proprio mandato. Essi sono tenuti al segreto nei casi specificamente determinati dalla legge». Ribadendo come: “il frequente impedimento all’accesso agli atti, soprattutto con riferimento agli atti concernenti le procedure di affidamento di appalti pubblici, dei consiglieri comunali di minoranza contrasta secondo l’interrogante, oltre che con quanto disposto dall’articolo 43, comma 2 del Tuel e con la consolidata giurisprudenza del Consiglio di Stato, anche con l’articolo 17 dello statuto dell’ente, e impedisce il corretto esercizio delle funzioni dicontrollo democratico con ripercussionisulla garanzia della trasparenza amministrativa dell’ente”.
LA RISPOSTA DEL VIMINALE
Nella risposta depositata dal sottosegretario Wanda Ferro si legge: “Ciò premesso, per quanto riguarda l’esercizio del diritto di accesso ai documenti amministrativi presso il comune di Lauro, il segretario generale dell’ente – interessato al riguardo dalla prefettura di Avellino – ha rappresentato che le richieste di notizie e le istanze di accesso agli atti cui si fa riferimento nell’interrogazione, prodotte nel tempo dai consiglieri comunali di minoranza, sono state regolarmente riscontrate dal responsabile del servizio affari generali del comune, il quale ha sempre motivato anche i dinieghi di accesso.La predetta prefettura ha evidenziato inoltre che, in tale materia, nell’ambito dell’attività di supporto agli enti locali, l’intervento del prefetto può concretizzarsi unicamente nei termini di un’attività di «moral suasion» – nella fattispecie prontamente svolta nei confronti dell’amministrazione comunale di Lauro – ogni qual volta i consiglieri comunali lamentino asseriti atteggiamenti pregiudizievoli all’espletamento del loro mandato.In quest’ottica, il prefetto di Avellino ha invitato il sindaco di Lauro a rivedere il proprio provvedimento del 10 ottobre 2022 – cui si fa riferimento nell’interrogazione – relativo alla restrizione degli orari per l’accesso agli uffici comunali da parte degli amministratori locali”. Infine il passaggio sulle iniziative che possono intraprendere i consiglieri di minoranza: “Da ultimo, vale rilevare che, avverso l’asserita violazione del proprio diritto di accesso, i consiglieri, comunali possono proporre ricorso in sede giurisdizionale innanzi al giudice amministrativo, competente in via esclusiva nella materia, secondo quanto previsto dall’articolo 116 del decreto legislativo n. 104 del 2010.
In alternativa, gli stessi possono chiedere, in sede amministrativa, un confronto di amministrazioni comunali, provinciali o regionali, in base all’articolo 25, comma 4, della legge n. 241 del 1990 (presso la regione Campania è presente l’ufficio del difensore civico), oppure alla commissione per l’accesso ai documenti amministrativi (esclusivamente nei confronti delle amministrazioni statali), in base all’articolo 27 della predetta legge”.