Carceri, l’ Sos dei Garanti: sanità negata ai detenuti, mancano medici e specialisti

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AVELLINO- La sanità in carcere e’ una delle vere e proprie emergenze per le strutture penitenziarie in Irpinia. Lo hanno ribadito in una conferenza stampa davanti al carcere di Bellizzi Irpino il Garante Regionale per le persone private della libertà Samuele Ciambriello e quello provinciale Carlo Mele. “In queste settimane siamo stati in tutte le carceri avellinesi -hanno spiegato i Garanti— le tre strutture che ospitano complessivamente 1.093 detenuti tra Ariano Irpino, Sant’Angelo e qui. Abbiamo riscontrato un po’ dappertutto le stesse criticità: una sanità carente, gente che si ammala in carcere.Tu entri in carcere perché hai commesso un reato e rischi di uscire dopo aver subito un torto dallo Stato, di mala giustizia o di mala sanità. Prendiamo l’esempio di oggi: abbiamo incontrato le detenute (54) di Alta sicurezza. Hanno un medico solo fino al pomeriggio, non c’è un medico H24. Una donna ci ha raccontato che è stata visitata al cuore stando in piedi, senza nemmeno un lettino.Ci sono disfunzioni, mancanza di medici, di psicologi, di psichiatri, anche di attrezzature”. Un problema non solo di personale ma anche strutturale: :Anche a livello di infermeria la situazione è critica. Chi è ammalato deve avere un luogo adatto per essere curato. Ci hanno detto che ci saranno dei lavori a cura del carcere, ma noi abbiamo bisogno di altro: abbiamo bisogno di certezze sul diritto alla salute, che è l’unico diritto nella Costituzione ad avere un aggettivo — il diritto alla salute è “fondamentale”. È qualcosa di molto importante che manca dappertutto.
E poi considerate questo: abbiamo incontrato uno psicologo che lavora qui con i tossicodipendenti. Erano mesi che mancava la presenza del Sert, ha ripreso da poco, ma da solo cosa può fare con 83 persone tossicodipendenti qua dentro?
Tra tutte e tre le carceri abbiamo tossicodipendenti ad Ariano, Avellino e Sant’Angelo dei Lombardi, ma qui non c’è un Sert. Denunciamo quindi l’assenza di un’équipe completa — dallo psicologo al medico, allo psichiatra — all’interno del carcere. Una ventina di loro vivono scalando con il metadone”. I garanti hanno voluto lanciare anche un appello finale: ”
Lanciamo questo appello anche per altri istituti campani: pensiamo a Poggioreale, Secondigliano, Salerno — ci sono già reparti dedicati esclusivamente ai tossicodipendenti, con 40, 50, anche 100 posti. Questo è un modello utile: se stai in un reparto specifico ricevi maggiore cura, anche in vista di eventuali misure alternative al carcere. Nelle carceri irpine i tossicodipendenti sono 241 su 1.093 detenuti”. C’è qualche novità concreta sul tema della sanità penitenziaria? “Sì- ha spiegato Ciambriello- vi do una notizia. Il tema della sanità penitenziaria è competenza regionale. Ho chiesto e ottenuto dal Presidente Fico — che ha la delega sulla sanità — di ricevere i garanti provinciali di Avellino, Caserta e Benevento, la garante locale di Benevento, Don Tonino Palmese, il garante di Napoli e il sottoscritto. Fico ci riceverà lunedì 13.
Dobbiamo andare al sodo. Qui ad Avellino, in un anno: 16 tentati suicidi — sei ad Ariano, cinque a Sant’Angelo dei Lombardi. Migliaia di persone ogni anno fanno sciopero della fame, sciopero della sete, rifiutano i farmaci, si tagliano. Vuol dire che in carcere esiste una condizione per cui rischi di stare 20-22 ore chiuso in cella. Questo è ciò che contestiamo: non c’è trattamento. La legge parla di un percorso che aiuta il detenuto a riesaminare il proprio passato, ma se stai chiuso in sei in una cella — lui si è messo il caschetto la settimana scorsa perché a Poggioreale ci sono celle a tre letti sovrapposti e se cadi ti fai male — allora qualcosa non funziona.
Dal carcere possono uscire persone migliorate, ma solo se vengono seguite. Il problema è che non vengono seguite perché manca il personale”. Ai garanti e’ stato anche chiesto se avessero un appello visto che domani e’ attesa la visita del Sottosegretario Delmastro.
“L’appello è rivolto soprattutto a lui. Gli appelli alla politica sono appelli inutili, purtroppo. In questi anni li abbiamo fatti come Conferenza Nazionale dei Garanti: non hanno aumentato i giorni di liberazione anticipata, non hanno stanziato finanziamenti per favorire l’uscita dal carcere dei detenuti tossicodipendenti.
Vi do una notizia che lui non vi darà, e che potete chiedergli direttamente: l’anno scorso 350 agenti che avevano vinto il concorso, dopo un mese trascorso nelle carceri italiane, si sono dimessi. Chiedetegli perché. Lui deve rispondere a tutto questo. Tra l’altro, Ostellari — che è ufficialmente il sottosegretario per i detenuti — in quattro anni non ha mai ascoltato un detenuto. E Delmastro, che si definisce il sottosegretario degli agenti, in quattro anni non ha mai ascoltato un agente. Abbiamo una politica carcerocentrica: una politica che considera il carcere una risposta semplice a bisogni complessi, in primis la sicurezza. In tre anni sono stati introdotti 21 nuovi reati. Basta pensare al Decreto Caivano. Il Decreto Caivano ha fatto aumentare da 302 a 599 i ragazzi nelle carceri minorili, e sono stati costruiti tre nuovi istituti per minori. Tre anni fa questo governo si è vantato dicendo: «Se un genitore non manda il figlio a scuola non deve solo pagare una multa: deve essere denunciato, rischia di vedersi togliere i figli e di finire in carcere». Un magistrato ha applicato esattamente quella legge alla famiglia del Bosco — e loro attaccano quel magistrato. Attaccano chi sta facendo rispettare la loro stessa legge. Populismo penale, politico e mediatico”.