Operaio travolto e ucciso da una trave: quattro a processo, Cgil sarà parte civile

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ALTAVILLA IRPINA- Ci sara’ un processo per la morte di Emanuele Pisano, il trentaquattrenne operaio colpito e ucciso da una trave di ferro mentre era impegnato su un cantiere pubblico di Altavilla Irpina nel giugno 2023. Il Gup del Tribunale di Avellino Giulio Argenio ha accolto la richiesta della Procura di Avellino, disponendo il rinvio a giudizio di quattro imputati. Il prossimo 23 settembre dovranno comparire davanti al giudice monocratico del Tribunale di Avellino Lorenzo Corona, il titolare della ditta appaltatrice dei lavori di completamento e riqualificazione del centro sportivo Parco Sant’Angelo del Comune di Altavilla Irpina e il legale rappresentante titolare della ditta esecutrice dei lavori di rimozione della struttura metallica posta a copertura della piscina, un lavoratore dipendente della ditta con qualifica di autista-manovratore del sollevatore telescopico utilizzato per lo smontaggio della copertura della piscina comunale di Altavilla Irpina e un altro dipendente della ditta con qualifica di operaio ausiliario alle operazioni di manovra e stabilizzazione del sollevatore telescopico. contestato alla ditta appaltatrice il mancato rispetto della normativa in materia di sicurezza dei luoghi di lavoro. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Gaetano Aufiero, Stefano Vozella, Claudio Michele Guarente e Teodoro Reppucci. I familiari del giovane deceduto si sono costituiti in giudiziom. Sara’ parte civile anche la Cgil, ammessa dal Gup la costituzione di parte civile. Il sindacato sarà rappresentato dall’avvocato Fernando Taccone. Il Gup ha anche deciso sulle richieste per chiamare a processo come responsabile civile il comune di Altavilla Irpina e due compagnie assicurative. Estromessa una delle assicurazioni e il comune di Altavilla rappresentato dall’avvocato Benedetto De Maio. Proprio il penalista De Maio aveva ritenuto una lesione del diritto alla difesa del Comune di Altavilla Irpina l’assenza dello stesso durante lo svolgimento degli accertamenti irripetibili durante la fase delle indagini preliminari. L’eccezione sollevata dal legale è stata accolta dal gup. Secondo la ricostruzione accusatoria Emanuele Pisano, il 9 giugno 2023 è stato colpito alla testa mentre era intento alla rimozione delle piastre di accoppiamento e dei bulloni di fissaggio dei due tronchi che componevano la capriata. Caduto da un’altezza di tre metri, dopo il colpo subito. Il trentaquatrenne era morto per un gravissimo politrauma. L’operaio aveva una moglie e una bambina piccola, che dalla mattina del 9 giugno 2023 non hanno più un marito e un papà, uscito di casa per andare al lavoro e non più tornato. Sara’ il processo a stabilire le responsabilita’