Violenza di genere, lezione di legalità al Mancini: la parola d’ordine è il rispetto

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AVELLINO- “Rispettare tutti”. E’ la parola d’ordine richiamata negli interventi che ieri hanno scandito la vera e propria lezione sulla violenza di genere tra gli adolescenti svolta nell’aula magna del Liceo PS Mancini di Via De Concilii. L’iniziativa organizzata con gli studenti delle prime due classi dell’istituto superiore avellinese, promossa dalla.scuola in collaborazione con il Centro Studi Livatino e Finetica per discutere proprio su “I rischi ignorati e la cultura del rispetto”. A partire dalla dirigente scolastica Paola Anna Gianfelice, che ha rimarcato come il rispetto per tutti sia il modello di riferimento e che l’obiettivo viene perseguito con questi incontri specifici e gli interventi di alto profilo e con il supporto delle associazioni. Il frutto di un lavoro che viene da lontano, soprattutto per il rispetto delle donne e la sensibilizzazione su temi come la violenza e i femminicidi. Come ha voluto ricordare la dirigente Gianfelice: “Quest’ anno nel rinnovare il triennio dell’ offerta formativa abbiamo deciso di usare come copertina una panchina rossa. Nel logo dell’ uomo vitruviano un po verde, anche per i colori calcistici, c’e’ il fiocco contro la violenza. Lo facciamo perché deve rappresentare una pratica ordinaria”. La dirigente ha anche salutato uno dei relatori, Giacomo Della Sala, ex alunno quando insegnava inglese, che e’ tornato ieri da psicologo per l’incontro con gli studenti. Il maresciallo Francesca Bocchino ha voluto spiegare ai ragazzi come il rispetto sia la responsabilità. Un confronto con i ragazzi soprattutto per spiegare i rischi, perché rischio e responsabilità come ricorda in ogni occasione la referente provinciale dell’Arma dei Carabinieri sono due aspetti collegati. I ragazzi, come ha spiegato il sottufficiale sono anche alla base delle scelte di tante donne di rompere questi legami violenti proprio a causa dei figli, quando cioè le violenze di mariti e compagni si trasferiscono anche ai danni dei minori. Ai ragazzi anche altri due importanti contributi, quello del giornalista Bruno De Stefano, che ha voluto raccogliere in un libro i casi più gravi di femminicidio avvenuti nel Paese, ma anche quelli meno noti, lasciando una memoria e una traccia di quella violenza e Valter Brunetti, sostituto procuratore generale della Corte di Appello di Napoli e referente in Campania del Centro Studi Rosario Livatino