Video/Mare Fuori, Don Luigi Merola attacca: “Il carcere non è un’agenzia matrimoniale”

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“I social attirano i nostri ragazzi, così come alcune serie televisive di grande successo: da Gomorra a Mare Fuori, che offrono un’immagine distorta della realtà. I giovani restano affascinati dai soldi facili e dalla bella vita, ma raramente si raccontano le storie di riscatto come quelle di un magistrato, di un prete o di un insegnante. Finalmente è uscita una serie sulla figura di una preside che prova a riequilibrare il racconto, ma è assurdo vedere un carcere come quello di Nisida rappresentato come un’agenzia matrimoniale, con detenuti che si sposano e fanno l’amore. Com’è possibile che la tv pubblica proponga questi modelli? I veri esempi sono altri: il procuratore Nicola Gratteri, amministratori e politici onesti che credono nel bene comune. Ho conosciuto a Bacoli il sindaco Josi Gerardo Della Ragione, che ha liberato le spiagge dal malaffare. I ragazzi devono essere attratti dalla bellezza”.

Così don Luigi Merola, intervenuto questa mattina nell’Aula Magna dell’Istituto Tecnico Economico “Luigi Amabile” di Avellino, dove ha incontrato gli studenti per un confronto sui temi della legalità e dell’impegno civile.

“A questi ragazzi dico: riprendetevi la vostra vita. Svegliatevi ogni mattina con la consapevolezza che la scuola – la più importante agenzia educativa – deve offrirvi tutte le opportunità possibili. Deve essere una scuola aperta al territorio, capace di far entrare testimoni credibili, persone in grado di trascinare e motivare. Questa è la scuola della vita che vogliamo. Studiate! Sarete voi i futuri responsabili della cosa pubblica, i futuri politici. Dobbiamo riavvicinare i giovani alla politica. Non è accettabile che a ogni elezione voti appena il 40% dei cittadini e che tra questi i giovani siano una percentuale minima. I padri costituenti ci hanno consegnato una Carta costituzionale con enormi sacrifici, anche a costo della vita, e noi non esercitiamo il diritto di voto. I ragazzi hanno bisogno di buoni maestri ed educatori. A volte ce ne sono di più, a volte di meno, ma sappiate che il bene esiste sempre”.

Don Luigi ha poi rivolto un messaggio chiaro anche alla politica: “Bisogna creare palestre. Non è possibile che i bambini delle famiglie povere non possano permettersi di andare a fare sport. Servono teatri, cinema, luoghi di aggregazione. I ragazzi devono essere impegnati: così la sera saranno stanchi per le cose belle fatte durante il giorno e non si faranno travolgere dalla noia, che spesso apre la strada alle baby gang, alla droga e alle paranze”. È in questo solco che nasce la fondazione Onlus “A’ voce de’ creature”, impegnata da anni nel sostegno ai minori e nella promozione della cultura della legalità.

Ad aprire l’incontro sono stati i saluti istituzionali della dirigente scolastica, professoressa Antonella Pappalardo: “La presenza di Don Luigi Merola significa dare voce al silenzio. I ragazzi oggi ricevono troppi input negativi e modelli sbagliati. È giusto che ascoltino dalla viva voce di chi compie il bene ogni giorno cosa significa essere positivi e diffondere positività”. A moderare l’incontro l’avvocato Almerigo Pantalone. Presente anche il Capitano Alessandro De Palma, comandante della Compagnia Carabinieri di Avellino.