AVELLINO- Il fascicolo sui Ristori Covid percepiti indebitamente sarà trasferito a Roma: tutto da rifare dunque in ordine alla richiesta di rinvio a giudizio, che toccherà ai magistrati capitolini, molto probabilmente la decisione potrebbe avere anche effetti sui sequestri. La decisione del Giudice dell’udienza preliminare Dott. Argenio del Tribunale di Avellino, dopo una lunga camera di consiglio a seguito dell’eccezione presentata dal collegio difensivo, a partire dagli avvocati Massimiliano Russo e Antonio Iannaccone sulla competenza territoriale, che sulla base di una sentenza della Corte di Cassazione del 2025 ha stabilito che la competenza nel caso e’ radicata a Roma. In sostanza in un caso di indebita percezione di fondi pubblici legati all’emergenza Covid-19, la Corte
di Cassazione ha risolto un conflitto di giurisdizione tra tre tribunali. La sentenza chiarisce che la competenza territoriale per indebita percezione si radica nel luogo in cui ha sede l’ente pubblico che dispone il pagamento ovvero la sede centrale dell’Agenzia delle Entrate, e non dove il beneficiario riceve la somma. In questo caso, la competenza è stata attribuita al Tribunale di Roma, sede principale dell’Agenzia delle Entrate.
Cosi’ finira’ all’attenzione della Procura di Roma anche l’inchiesta sui settecentomila euro indebitamente percepiti da tredici rappresenti legali di almeno sei societa’ operative nel solofrano e nel montorese, utilizzando i ristori Covid per le imprese previsti dal Decreto Rilancio, dal Decreto Sostegni e dal Decreto Sostegni bis senza averne i requisiti previsti per accedere ai finanziamenti a fondo perduto. Per i tredici titolari delle imprese e per le sei societa’ la Procura della Repubblica di Avellino aveva chiesto il rinvio a giudizio, ipotizzando il reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche, proprio per contributi a fondo perduto ottenuti senza avere i requisiti nell’ambito dei ristori Covid alle imprese danneggiate durante la pandemia. La richiesta firmata dal sostituto procuratore Fabio Massimo Del Mauro, doveva essere discussa questa mattina, ma c’è stata la svolta determinata dall’eccezione del collegio difensivo.
LE INDAGINI
Le indagini dei militari della Tenenza di Solofra delle Fiamme Gialle hanno portato alla luce i presunti illeciti nell’ambito del Decreto Rilancio e del decreto “Sostegni” e quello successivo, denominato “Sostegni bis”. Gli indagati, in gran parte residenti a Solofra e Montoro, ma anche Altavilla Irpina, Contrada e Avellino, avrebbero incassato, tra il 2020 e il 2021, senza averne alcun titolo, somme che variavano dagli 8mila ai 160mila euro. In almeno tre circostanze gli importi ottenuti grazie ai decreti per i ristori Covid hanno superato i centomila euro. Le somme indebitamente percepite per circa 750mila euro.
IL MODUS OPERANDI
In tutte le circostanze gli inquirenti hanno accertato che grazie a false dichiarazioni o con l’omissione di informazioni dovute all’ Agenzia delle Entrate di Avellino – nelle istanze volte ad ottenere la concessione di contributi economici a fondo perduto relative in particolare all’ammontare del fatturato medio mensile nell’`anno 2020 e la differenza del relativo importo rispetto concernenti in particolare l’ammontare dei ricavi e/o compensi per l’anno 2019 e all’ammontare del fatturato medio mensile nell’ anno 2019, facendo pertanto figurare fittiziamente Ia sussistenza dei requisiti previsti dai decreti, percependo indebitamente le somme.
IL COLLEGIO DIFENSIVO
I tredici indagati sono difesi dagli avvocati Ilaria Ruocco, Rosaria Vietri, Massimiliano Russo, Antonio Iannaccone,Pierluigi Grassi, Francesco Filodemo, Fabio Russo, Vito Pacca, Michele Salvatore De Piano, Mauro Iannone, Carmine Guadagno,Fulvio Leo, Raffaele Tecce, Matteo Raffaele Fimiani, Paolo Rotondi, Costantino Sabatino.
Redazione Irpinia
Testata giornalistica registrata al tribunale di Avellino con il n. 422 del 21.5.2014
- Redazione – Via Dell’Industria snc – Pietradefusi (AV)
- 082573384
- redazione@irpinianews.it

