MERCOGLIANO- Roberto Bembo all’alba del 1 gennaio 2023 non torno’ indietro per continuare a litigare con Niko Iannuzzi e i fratelli Sciarrillo dopo che c’era stata la prima rissa davanti al bar di Mercogliano ma per difendere un suo amico che era dall’altra parte della strada ed in inferiorità numerica rispetto ai tre contendenti, che da li a qualche minuto (in particolare Iannuzzi che aveva materialmente sferrato i fendenti) sarebbero diventati il suo assassino e i complici. Una persona a terra, che Roberto sarebbe intervenuto ad aiutare. E’ una ricostruzione totalmente diversa da quella prospettata fino a qualche settimana fa e nella stessa sentenza di primo grado, quella che ha offerto ai giudici e ai giurati della IV Sezione della Corte di Assise di Appello di Napoli il sostituto procuratore generale di Napoli Daniela Della Pietra. Il magistrato che ha chiesto la conferma delle condanne inflitte in primo grado, ha messo nero su bianco questa conclusione, nella requisitoria depositata il 20 gennaio all’ attenzione della Corte. Per il magistrato, nella sentenza di primo grado infatti e’ rimasta inevasa e senza una risposta una circostanza determinante: ” nessuna risposta sul perché mai il Bembo, a rissa ritenuta dalla Corte ormai conclusa, si fosse nuovamente portato, peraltro da solo, verso i contendenti che nel frattempo si erano spostati tra le auto parcheggiate al lato opposto della strada: una domanda rimasta insoluta in sentenza essendosi ritenuto si deve credere – che nessun elemento fosse emerso in tal senso e, forse, anche perché il dare a tale perplessità una risposta deve essere apparso ultroneo rispetto alla concreta dinamica dei fatti. Nulla peraltro in tal senso è risultato ricavabile dalle testimonianze rese dagli amici della vittima in primo grado e cio’ anche in ragione di quanto poi si dirà. Non restava che esaminare in relazione alle quali, peraltro, si condividono le perplessità espresse dal giudice di video acquisito agli atti che pure avevamo appreso essere, nella stessa sentenza di cui oggi si discute, come di non grande qualità e chiarezza”. Il video. Proprio quello che il sostituto procuratore generale ha voluto visionare di nuovo. Frame dopo frame. Fino a quando qualcosa per spiegare quel comportamento di Roberto sembrerebbe emerso. Ha spiegato nella sua requisitoria il sostituto pg Dellla Pietra: ” le immagini sono apparse intellegibili con una certa difficoltà ma poi la loro reiterata visione, l’utilizzo di uno schermo di maggiori dimensioni e il continuo “stop and go’ a cui si è proceduto secondo dopo secondo – spostando l`attenzione di volta in volta su zone diverse dello schermo, ha permesso di notare alcuni movimenti della vittima, ma non della sola vittima, che offrono una più ampia”. Cosa emergerebbe secondo il magistrato da questa visione rallentata? Il motivo per cui Roberto era tornato verso Iannuzzi e gli Sciarrillo: “La visione rallentata delle immagini, così come descritta, ci ha quindi fornito – ad
avviso di questo Ufficio la cercata risposta: Bembo non ebbe a raggiungere gli
imputati all’improvviso e senza una ragione ma per aiutare un amico che – raggiunti gli imputati forse a causa del proseguire delle provocazioni come più plausibile, o sua sponte- stava per essere sopraffatto. Resterà però da solo perché risulta che qualcuno si avvede che Iannuzzi ha estratto un coltello e lo sta usando,spalleggiato dagli Sciarrillo che impediscono di fatto al Bembo di sottrarsi all’aggressione. Va detto per che la visione rallentata delle immagini ci fa anche comprendere perché le dichiarazioni testimoniali degli amici della vittima – come all’inizio si è accennato – risultate già al giudice di primo grado parziali non del tutto credibili, debbano essere confermate come tali: e infatti grazie a tale descrizione che si comprende come tali testimonianze fossero verosimilmente sottese a sottacere che uno di loro fosse stata la ragione per cui Bembo si cra portato verso i contendenti e-del successivo scontro, rivelatosi poi infausto per l’amico lasciato da solo difendersi da un’agressione questa volta armata”. E’ una ricostruzione alternativa, che non e’ stata riportata nella sentenza impugnata e non e’ oggetto dell’impaginazione proposta dalle difese di Iannuzzi e Sciarrillo, i penalisti Gaetano Aufiero e Stefano Vozella. Saranno loro a discutere il 24 febbraio, dopo il rinvio per la mancata traduzione di due giorni fa in aula degli imputati, il ricorso in secondo grado. E anche la parte civile, il penalista Gerardo Santamaria dovrà discutere, senza escludere che possa prendere spunto da questa ricostruzione. Sara’ una versione che i magistrati di Appello potranno valutare? Questo sarà più chiaro il prossimo 24 febbraio, quando si tornerà in aula a Napoli.
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