Il “campo largo” c’è alla presentazione del report dell’esponente Pd Claudio Petrozzelli, dal titolo “Ad Avellino si vive male?”. Al confronto pubblico erano presenti Enza Ambrosone e Luca Cipriano, già consiglieri comunali del Partito Democratico; Adriana Guerriero, già vicesegretaria del Pd; Leonardo Festa, altro esponente dem; oltre a Franco Iovino, Francesca Di Iorio e Nino Sanfilippo. Presenti anche Roberto Montefusco, coordinatore provinciale di Sinistra Italiana; Costantino D’Argenio, coordinatore cittadino di Rifondazione Comunista; Antonio Bellizzi, ex consigliere comunale; Stefano Iannillo e Sara Spiniello, quest’ultima rappresentante del Gruppo Territoriale di Avellino del Movimento 5 Stelle.
Quello che non c’è, invece, sono i treni. Alla stazione di Borgo Ferrovia non è una novità: basta guardare i tabelloni luminosi per leggere gli orari dei “pullman sostitutivi”. Di convogli ferroviari, neppure l’ombra. Ed è proprio da qui che prende le mosse il report di Petrozzelli, elaborato anche a seguito della petizione che ha raccolto oltre 5mila firme per chiedere la riattivazione della tratta ferroviaria.
Da qui l’appello rivolto all’assessore regionale ai Trasporti Mario Casillo e a Luca Cascone, presidente della Commissione Trasporti: «Chi oggi ha potere decisionale — afferma Petrozzelli — è o è stato parte del Partito Democratico e deve dare delle risposte. Ma non a me: le deve alla città e a un’intera provincia, che chiede perché i lavori sono fermi, quando finiranno e se ci sono i fondi per completare un’opera già finanziata negli anni scorsi».
Ma il tema del giorno è anche quello delle imminenti elezioni amministrative ad Avellino. Per Petrozzelli, al campo largo non ci sono alternative: «Le larghe intese devono restare all’interno di un perimetro chiaramente progressista. Vanno costruite guardando a ciò che è accaduto in Regione Campania. Non credo si possa uscire da quel perimetro. Al massimo, se ci si può allargare, lo si può fare a sinistra, ma certamente non a destra».
Alla domanda su come scegliere il candidato sindaco e sull’ipotesi delle primarie, Petrozzelli risponde senza esitazioni: «Il candidato sindaco si sceglie facendo politica. Le primarie sono uno strumento utile all’interno dei partiti, dove esiste un corpo elettorale riconosciuto. Ma le primarie aperte, esposte anche a possibili ingerenze esterne, non mi sembrano la soluzione migliore».
«In questo momento — conclude — servono incontri come questi: i rappresentanti dei partiti e delle associazioni devono incontrarsi, confrontarsi e individuare il candidato migliore per questa città. E non è affatto detto che debba essere un candidato del Partito Democratico. Tuttavia, il Pd ha una responsabilità precisa: essendo il partito con la maggiore percentuale di voti, deve indicare una strada, convocare i tavoli e dare un indirizzo chiaro da seguire».

