Criminalità giovanile, il pm Woodcock: una passeggiata sul lungomare meglio della droga

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AFRAGOLA- “Andate a fare un giro sul lungomare e portateci anche un amico o un familiare che pensate possa fare uso di hashish o peggio ancora di cocaina, le cose belle sono meglio della droga”. E’ quello che ha voluto consigliare ahli studenti dell’Istituto Superiore “Carlo Alberto Dalla Chiesa” il sostituto procuratore della Repubblica di Napoli Henry Jhon Woodcock, ospite dell’istituto scolastico diretto dalla dottoressa Giovanna Mugione, un vero “avamposto” culturale che ospita circa mille studenti e corsi e lezioni che vanno avanti fino a sera, in uno dei quartieri più a rischio di Afragola, il Rione Salicelle. Insieme al pm antimafia anche Don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano oggetto di una minaccia portata fin davanti all’altare da parte della criminalita’, il capitano della Guardia di Finanza Andrea Zuppetti e il vicedirettore del “Fatto Quotidiano” Maddalena Oliva. Nell’Auditorium, davanti a circa duecento studenti, il magistrato ha voluto dare un consiglio per evitare la tentazione della droga e anche il rischio di poter finire nel welfare dello spaccio: “Avete la fortuna di vivere vicino ad una delle più belle città del mondo- ha spiegato Woodcock riferendosi a Napoli- per arrivare da qua a Mergellina o da qua al mare con un motorino o con un’autobus ci vuole un quarto d’ora, venti minuti, esagerando anche mezz’ora, a seconda del traffico. E allora l’unica cosa che si può dire, l’unica cosa che si può fare, invece di passare un pomeriggio nei centri commerciali, una volta preso un autobus anche da adolescente, fatevi una passeggiata a Napoli. Fatela vicino al mare, perché le cose belle, il bello in generale, ha qualcosa di fortemente educativo, qualcosa di pedagogico. Magari se c’è qualche vostro amico, qualche vostro parente che è meno fortunato di voi, perché vi rendete conto che magari si fa di hashish o peggio ancora di cocaina, gli dovete dire: andiamoci a fare una passeggiata. Questo non è che lo lo dico io, ma lo diceva un altro signore che purtroppo e’ morto anche lui ammazzato. Si chiamava Mauro Rostagno, era un giornalista che è morto, negli anni 80. Lui gestiva una comunità di tossicodipendenti vicino Trapani. E’ stato ammazzato dalla dalla mafia. E lui, che era un contestatore perché veniva poi da una storia politica di Lotta Continua, ebbe l’intuizione geniale, anticonformistica di immaginare che le persone che hanno delle difficoltà possono essere aiutate dal bello. Perché guardate che le cose belle sono importanti. Cioè, farsi una passeggiata e vedere una cosa bella, invece che è una cosa brutta è una cosa terapeutica”. E ha anche aggiunto: “Allora, l’unica cosa che si può dire: invece magari di vedere una puntata di Gomorra, magari non stando però fino alle due di notte è meglio stare in strada. Meglio prendere un pullman e andare a farsi una passeggiata a Napoli e prendersi un gelato sul lungomare. Perché secondo me uno immagazzina energie positive. Questo è l’unica cosa”. “Se noi continuiamo a trattarvi come se foste nella bambagia non avremmo capito nulla. Uagliu’ a vita e’ tosta. Si campa una volta sola e se perdiamo questa occasione la seconda non l’ avremo. Per il ragazzo di quindici anni abbiamo un’ altra occasione di recuperarlo, aiutarlo e speriamo di poterlo fare. Per Marco Pio non abbiamo nessuna altra occasione. Marco Pio e’ morto ucciso a 19 anni e non tornerà mai più. Voi avete capito che questo rischio voi non lo dovete e non lo potete correre? Lo avete capito si o no?. Se lo avete capito allora va bene”. Don Maurizio Patriciello, il parroco invece ha voluto toccare la tragedia di una vita spezzata a 19 anni e quella del suo killer che ha solo 15 anni, si e’ rivolto così ai ragazzi.. Il riferimento e’ al delitto del diciannovenne Marco Pio Salomone, ucciso da un quindicenne con un colpo di pistola alla testa. Se la morte di Marco Pio e la sua eta’ ha lasciato una comunita’ sconvolta, quella che il suo assassino avesse solo quindici anni ha invece lasciato “orripilati” ha spiegato Don Maurizio, che alla platea di giovanissimi studenti ha anche posto una domanda? : “Ma a quindici anni una persona è un bambino o un uomo?” . Questo l’interrogativo che si e’ posto e ha rappresentato nell’Auditorium dell’istituto Superiore il parroco di Caivano: “A questo ragazzo la pistola chi gliel’ha data? Ma i genitori non si erano mai accorti di niente? Ma che ci faceva alle due di notte in mezzo alla strada? Che ci faceva?” ha urlato Don Maurizio alla platea di giovanissimi, tanti coetanei del baby killer. “I ragazzi qua fuori mi hanno chiesto: lei ha un messaggio per i ragazzi? No. Ho un messaggio lo voglio dare ai genitori. Per favore, portate i vostri figli a scuola e ringraziate gli insegnanti davanti a loro, portateli al Monumento dei Caduti che sta ad Afragola e spiegategli che sono morti per la nostra libertà. Andateci e leggete i nomi dei caduti, perché ormai nessuno ci pensa neppure. Ai genitori dico: andate a vedere a che ora tornano a casa i figli vostri. A quindici anni un ragazzo non può stare in mezzo alla strada. E io ho concluso così l’articolo: difendiamo questi ragazzini, se c’è bisogno anche dai loro stessi genitori”. Maddalena Oliva, vicedirettore del “Fatto Quotidiano” ha ricordato agli studenti il valore prezioso di avere un presidio come la scuola:” C’è una parte della società che non vuole che vi perdiate e non vuole che diciamo Napoli abbia questo destino, questa condanna. Una societa’ che non vuole che le energie migliori si trovino sull’asfalto, nel sangue sull’asfalto. Credo che sia arrivato il momento di cominciare a pulire tutto questo sangue troppo giovane sull’asfalto e se ci mettiamo a farlo tutti insieme credo che ci possiamo anche riuscire”. Il capitano Andrea Zuppetti, ufficiale del Nucleo Pef della Guardia di Finanza di Napoli ha avvertito i ragazzi: la camorra vi vende illusioni e vuole solo usarvi. Lo ha spiegato rispondendo al motivo per cui lui ha scelto questa carriere in una forza armata e perché i ragazzi dovrebbero sceglierla: “Per comprendere il perché un ragazzo dovrebbe scegliere la strada della legalita’ bisogna fare una domanda al contrario: cosa spinge un ragazzo in età scolastica ad entrare nel mondo della criminalità? Non c’è una risposta unica, avete avuto uno spaccato, le risposte sono molteplici. Ci sono dei ragazzi che vivono in contesti familiari più difficili, dove mancano dei punti di riferimento, dove la difficoltà economica può comportare anche delle difficolta’ quotidiane. Ci sono dei quartieri dove la criminalita’ appare come una presenza normale e costante, quasi come se fosse una parte del paesaggio. Ci sono anche tanti che si sentono invisibili, che avvertono la mancanza di opportunità, di ascolto, sostegno. Dall’ altra parte ci sono gruppi criminali che conoscono molto bene queste fragilità. Cosi vi viene offerta un’illusione, quella del guadagno facile, vi offrono l’illusione di ottenere rispetto immediato, vi offrono l’illusione di diventare grandi prima del tempo e sentirvi qualcuno. Però voglio essere chiaro su questo punto: tutto ciò che vi viene offerto dalla criminalita’ sono soltanto delle illusioni. Perche’ dietro queste illusioni c’è un disegno ben preciso, quello di utilizzare i giovani come degli strumenti. Perche’ questo? Perché un ragazzo è più controllabile, manipolabile, esposto al fascino del rischio. Soprattutto, lasciatemi passare il termine: e’ sacrificabile. Chi vi spinge verso l’illegalità lo fa solo perché vedei in voi uno strumento”. Aerre