Da molti ribattezzata come la sfida degli ex, quella di Pesaro, sarà la gara in cui Avellino sfiderà tre epoche diverse del suo essere Scandone. Sarà il match in cui riaffioreranno alla mente gli albori targati Dalmonte, ma allo stesso tempo, sarà il match dell’amarcord targato Green-Williams, per finire con la parentesi meno felice della scorsa stagione, che ha visto, tra i protagonisti, Daniele Cinciarini. Un gara, così come auspicato da coach Pancotto in settimana, dall’approccio tecnico e psicologico diametralmente opposto a quella che fu la prima giornata di campionato. Allora l’Air affrontò una Scavo Spar in emergenza fisica ed in ritardo tecnico e mentale, ma soprattutto una Scavolini senza Williams. Il ritorno del centrone è coinciso con le cinque vittorie delle ultime sette gare, quattro a cavallo tra la nona e la dodicesima. L’asse play-pivot della Coppa Italia che, così come previsto in estate, sta facendo le fortune della Pesaro del nuovo corso. Il faro della squadra resta comunque Michael Hicks, trascinatore in campo e fuori, capocannoniere della scorsa stagione e, da quest’anno, con l’addio di Myers tornato nella sua Rimini, chiamato anche a ruolo di capitano e leader dello spogliatoio. Il classico giocatore che sa fare di tutto un po’, non ha una grande mano dall’arco, ma la sua capacità nel giocare spalle a canestro e nell’uno contro uno, ne fanno un’arma tattica preziosa e dalla complementarietà estrema con una bocca da fuoco come Van Rossom. Il play-guardia belga, dopo un inizio di stagione in sordina (come un po’ tutta la squadra) è esploso nel momento in cui ha innalzato sensibilmente il suo minutaggio. Miglior tiratore da 3 in stagione (al pari di Soragna) con un sontuoso 54,2%, vittima però di una lesione muscolare al bicipite della gamba destra che da quasi un mese lo tiene fermo ai box. Nonostante l’arrivo della guardia slovena Joksimovic, il suo posto è stato idealmente occupato dal neo acquisto Branko Cvektovic. Il bosniaco, anche se ha mezzi fisici da ala piccola, va a completare, nello spot di 2, uno starting five molto solido fisicamente. Un elemento che forse fa “scopa” con Hicks, ma per il quale coach Dalmonte ha saputo ritagliare il giusto spazio. Un altro volto nuovo è l’ala forte da quintetto: il serbo, ma greco di passaporto, Dusan Sakota. E’ questo il suo primo anno lontano dai confini ellenici dove, con la maglia del Panathinaikos, ha vinto 5 campionati , 4 Coppe Nazionali e 2 Eurolega. Anche se le stelle dell’Oaka erano ben altre, ha sin qui confermato le indicazioni positive della vigilia. Complementarietà garantita quindi anche sotto le plance, perché la sua agilità e rapidità d’esecuzione, gli consentono di essere un elemento estremamente temibile dalla linea dei 6,25. Nonostante i 211 centimetri, non ha movimenti da lungo vero, ma le sue armi principali sono altre. Abbiamo parlato di Green e Williams, ma il più “recente” tra gli ex sul parquet è Daniele Cinciarini. Si vociferava di un suo possibile approdo a Pesaro già all’indomani della firma con Avellino e così è stato. Cinciarini, a lungo guardia da quintetto nella prima parte di stagione, non sta disputando un campionato esaltante, dopo l’anno irpino di transizione. Anche se nelle ultime apparizioni il suo impiego è progressivamente scemato, l’assenza di una guardia di ruolo e di primo piano, gli regalano una residua chance per consacrarsi ad alto livello. Se i cinque del quintetto base danno la sensazione di un team completo ed adatto alle ambizioni play off, lo stesso non si può dire per una panca un po’ scoperta qualitativamente sugli esterni anche e soprattutto in virtù della momentanea assenza di Van Rossom. A Joksimovic e Cinciarini si aggiunge Flamini che ricoprirà entrambi i ruoli di ala. Chiudono le rotazioni l’eterno Shaw ed i giovani Tomassini, Amici e Gjinaj. Il coach? Luca Dalmonte non ha certo bisogno di presentazioni. Ha visto nascere Avellino ed ora, alla sua undicesima esperienza da capo allenatore in serie A, la Scavolini Pesaro può finalmente rappresentare il trampolino di lancio verso una grande, seppur l’inizio di stagione travagliato abbia minato il percorso del tecnico imolese. (di M. Roca)
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