IL COMMENTO: Anziani… risorsa dimenticata nell’angolino del cuore

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Con l’avvento delle feste natalizie un tempo i genitori, “Anziani”, erano soliti riunire figli, nipoti e anche qualche caro amico, che viveva da solo, per trascorrerle in famiglia. Adesso è cambiato tutto. Nella notte del 31 dicembre i figli, verso le ore 22:00, lasciano i nonni, “Anziani” i nipoti per correre allo appuntamento dell’arrivo del nuovo anno, per il ‘veglione’ esclusivo o per la serata evento, lasciando sole le persone che nell’arco di una vita hanno fatto davvero di tutto per loro. Una volta, ma per fortuna le tradizioni al Sud contano ancora tanto, quelle giornate vedevano tutta la famiglia riunita che partiva in allegria e finiva ballando e cantando sino all’alba. I nonni rivestivano il ruolo principale in quelle giornate, la figura madre della festa, ma ora non più. Questo sia per feste natalizie, per quelle pasquali e addirittura per le vacanze estive. Nella società in cui viviamo, dei nuovi mass media e dei social network, la figura dell’Anziano è andata scemando sotto tutti i punti di vista. Ci sono migliaia di ragazzi che non passano più tempo coi loro ‘vecchi’ perché altrimenti si sentono fuori dagli schemi, oppure ci sono quei tanti ‘nipoti’ (sciacalli o ‘parenti serpenti’) che vanno a trovare i loro ‘Sopragenitori’ solo nel momento del bisogno per ‘scroccare’ qualche spicciolo nei giorni delle festività. Questo accade spesso nelle case di riposo dove gli ultrasettantenni non vivono più il calore della famiglia, ma vivono con ansia la loro esistenza che pian piano sta per svanire. A volte ci sembra di paragonare una persona rinchiusa in uno di questi centri ad animali abbandonati. Non vorrei che fossero presi in considerazione, solo ed esclusivamente, o per quello che possono darci o per quanto possano ancora servirci: la persona anziana è un pezzo di storia per l’umanità. La famiglia, i figli, gli Anziani sono valori che non si possono recuperare una volta persi. Finché è attivo ed autosufficiente trova spazio nella società, nel momento in cui una di queste condizioni viene meno, il poveretto diventa un peso, una specie d’ingombro, che ostacola la nostra corsa, utile solo economicamente per le spese dei figli. A mio avviso il fatto più inquietante sono tutte quelle famiglie che nonostante lascino a ‘morire’ i loro genitori soli, li affidano ad una badante per non farli sentire abbandonati. Soli e senza il calore dei figli, ma con l’affetto di un estraneo. Non si può. Un giorno diventeremo tutti Anziani! Nelle case di riposo, le persone Anziane non sono tutte o quasi autosufficienti. Ed è variegato il loro mondo: da quello che ti scambia per il proprio nipotino ed inizia a strapparti baci e carezze e da chi al passaggio di un assistente sociale vede una figura di protezione, ognuno con un problema diverso che cerca affetto e cure. Questa breve ma meditata, esternazione mi ha riportato alla mente un proverbio che recitava: “ … una mamma è buona per cento figli … cento figli non sono buoni per una madre”. Anche questo detto fa parte del bagaglio ereditato dalla saggezza degli Anziani.

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