Progetto Avellino Slow: via libera ai dodici co.co.co

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Avellino – Opinioni divise, pareri discordanti, momenti di acceso confronto. Al termine del dibattito, però, il progetto Avellino Slow prende corpo, anzi il via con l’assunzione a tempo determinato di dodici figure professionali (9 laureati, 1 fotografo, 2 esperti di catalogazione amministrativa -contabile).
Il tutto per una spesa complessiva di 207mila euro così ripartita: 18mila euro per i laureati, 15mila per il fotografo e 15mila per i catalogatori. Si tratta di contratti co.co.co. dalla durata di un anno. Potrebbe sembrare un atto dovuto e attento dell’amministrazione Galasso, ma così non è stato. O meglio: una parola di troppo “presunta” durata di 12 mesi ha scatenato le reazioni del gruppo di opposizione che ha reclamato maggiore trasparenza e tacciato il gruppo di maggioranza di basso clientelismo.
“Ci sono tutti gli estremi per parlare di illegalità – ha tuonato Massimo Preziosi dell’Udc – e che poi saranno valutati dalla Corte dei Conti. Per legge non può sussistere un’assunzione dalla presunta durata di 12 mesi. Stiamo assumendo delle persone che neanche conosciamo e questo per dar spazio a favoritismi”. Accuse presto rispedite al mittente da Stefano La Verde, capogruppo del Pd. “Non accetto le argomentazioni di Preziosi e che si parli di basso clientelismo. Abbiamo rinviato la discussione solo per la mancanza di coperture finanziarie. Sono accuse pretestuose”. Dare uno spazio al precariato cosiddetto storico, così come definito da Enza Ambrosone e Giovanni D’Ercole, senza alimentare inutili aspettative. Questa la linea dei due rappresentanti della minoranza rinfrancata anche da Costantino Preziosi. “Tutti i partecipanti hanno i requisiti per poter partecipare e nessuno può inficiare quanto fatto da questa amministrazione”. Così Leonida Gabrieli in difesa dell’amministrazione Galasso. “Il clientelismo ha matrice italiana che rispecchia più la tua parte politica (riferito a Massimo Preziosi)”.
Alla fine, dopo un colorito scambio di battute, è Gianluca Festa a tirare le somme e a chiarire: “Il Progetto Avellino Slow non necessita di finanziamento perché abbiamo somme già in possesso. Non c’è una ulteriore richiesta di risorse. Per quanto riguarda il deliberato modificheremo la presunta durata di 12 mesi con la certezza del termine della prestazione in un anno”. La delibera passa alla votazione con i pareri favorevoli della maggioranza, di Pino Freda (Udc) e del presidente del Consiglio Antonio Gengaro.

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